Coppia scomparsa, si cerca ancora nell'Adige: Benno, il figlio indagato per omicidio, resta in libertà

Sabato 23 Gennaio 2021
Coppia scomparsa, si cerca ancora nell'Adige: Benno, il figlio indagato per omicidio, resta in libertà

Coppia scomparsa a Bolzano: ancora un giorno di ricerche senza risultati. Nonostante il forte numero di persone impegnate nelle perlustrazioni non è ancora possibile capire che cosa sia accaduto ai coniugi Laura Perselli e Peter Neumair. Le ricerche sono concentrate nel fiume Adige in territorio trentino, in particolare nella diga di Mori, dove i carabinieri ed i vigili del fuoco hanno setacciato il fiume. Il fiume ha restituito, anche oggi, alcuni indumenti ma che non appartenevano ai due coniugi. Le ricerche proseguiranno anche domani. La coppia bolzanina è scomparsa il 4 gennaio, l'unico indagato (duplice omicidio) è il figlio Benno Neumair, culturista trentenne, fratello maggiore di Madè Neumair, tre anni di meno.

 

Benno Neumair è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Tuttavia dopo due settimane di ricerche a tappeto, lungo l'Isarco e l'Adige, come anche sul Renon, la montagna che sovrasta Bolzano, i corpi dei coniugi non si trovano: i due insegnati bolzanini in pensione di 63 e 68 anni sono spariti nel nulla lo scorso 4 gennaio. Gli uomini della scientifica lunedì hanno passato al setaccio il giardino dell'abitazione della famiglia in cerca di tracce e ieri sono arrivati in Alto Adige gli specialisti del Ris di Parma, che saranno impegnati in un sopralluogo tra Laives e Vadena.

Proprio lì, per gli inquirenti, potrebbero trovarsi i cadaveri dei due coniugi. Benno Neumair resta comunque a piede libero. Per il momento non è stata adottata alcuna misura cautelare nei suoi confronti. «Benno è devastato per la scomparsa dei genitori», racconta il suo legale, l'avvocato bolzanino Flavio Moccia, un amico di famiglia.

«Le ultime due settimane - ha aggiunto - sono state terribili, dovendo vivere nell'incertezza su cosa sia capitato ai suoi genitori». Secondo il legale, l'avviso di garanzia «è un atto dovuto a tutela del cittadino», anche se definisce «fantasiosa» la ricostruzione degli inquirenti che avrebbe portato all'iscrizione nel registro degli indagati del giovane, insegnante e appassionato di culturismo.

Mentre proseguono le ricerche dei due coniugi, soprattutto lungo il corso dell'Adige a sud di Bolzano, sono vari i fronti sui quali si sta muovendo l'inchiesta. Il giardino della palazzina storica in via Castel Roncolo è stato setacciato ieri, senza però trovare elementi utili. Sono sotto sequestro l'appartamento in affitto della coppia e un altro, nella stessa palazzina, del quale i Neumair avevano la disponibilità, visto che la proprietaria attualmente non lo occupa. I sigilli sono stati posti anche a un appartamento della famiglia sul Renon. I Ris, ieri mattina, si sono poi recati alla caserma Guella di Laives, dove è stata portata la macchina della famiglia, una Volvo. In presenza del legale di Benno Neumair sono stati effettuati accertamenti approfonditi all'interno dell'abitacolo. Gli inquirenti mantengono massimo riserbo, ma la svolta sembra sia arrivata da una testimonianza. Tra i possibili moventi anche quello legato a questioni economiche.

Qualche vicino parla di una convivenza non sempre facile, ma all'apparenza nulla di preoccupante. «Benno - racconta l'avvocato Moccia - in questi giorni non lavora, proprio per mettersi completamente a disposizione degli inquirenti che incontra tutti i giorni».

VIDEO SUI SOCIAL

Su YouTube e Facebook sono presenti diversi video che documentano le prestazioni sportive di Neumair: «Non vi insegno solo come avere un corpo perfetto, ma come avere un corpo bello e performante. Una Ferrari con cui andare a 200 all'ora, non solo una bella macchina per farsi vedere», spiega il 30enne in uno dei filmati caricati sui social. Benno Neumair si era laureato in Sport e nutrizionismo all'Università di Innsbruck. E sarebbe stato proprio la smania di sfoggiare un fisico perfetto a spingere il 30enne ad adoperare sostanze dopanti fino a farlo diventare dipendente dagli anabolizzanti.

Benno, consapevole della condizione in cui stava precipitando, aveva chiesto aiuto ai genitori che lo avevano accolto in casa. Il giovane aveva iniziato a curarsi con dei farmaci per disintossicarsi, ma la situazione era peggiorata. I litigi con il padre e la madre erano all'ordine del giorno. Il mistero della fine dei due insegnati in pensione è ancora da risolvere.

 

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA