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Oligarchi russi, blitz nella villa di un imprenditore a Forte dei Marmi: imbrattata con i colori dell'Ucraina

Indagini sul blitz nella storica Villa Napoleone a Roma Imperiale. Nella località vip ci sono tra i 500 e gli 800 russi domiciliati

Oligarchi russi, blitz nella villa di un imprenditore a Forte dei Marmi: imbrattata con i colori dell'Ucraina
5 Minuti di Lettura
Martedì 26 Aprile 2022, 09:41 - Ultimo aggiornamento: 13:38

Forte dei Marmi non ha chiuso le porte ai russi. Anzi. Negli ultimi weekend di festa, tra Pasqua e il 25 aprile, nella località vip della Versilia negozi del lusso, ristoranti e stabilimenti sono stati presi d'assalto da molte famiglie di stranieri che da anni ormai lì hanno trovato una seconda (lussuosissima) casa. Ma l'ospitalità sbandierata dal sindaco Murzi che ha chiaramento detto «non è condivisibile fare guerre al singolo cittadino solo perché russo», non è vista di buon occhio da tutti. E già si intravedono i primi segnali di una convivenza che - secondo molti - quest'estate non sarà facilissima.

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Imbrattata la villa dei russi

Domenica scorsa infatti la storica Villa Napoleone, oggi proprietà di una coppia di russi, che si trova a Roma Imperiale, la zona dove si trovano le dimore più belle del Forte (si parla di case anche di 20 milioni di euro), è stata imbrattata con la vernice spray. Sull'enorme cancello  è apparsa disegnata la bandiera dell'Ucraina nei colori blu e giallo con chiaro riferimento all’occupazione in corso da parte di Putin. Sul posto sono intervenuti gli uomini del commissariato di polizia di Vittoria Apuana, con la Digos di Lucca: bocche cucite da parte degli investigatori anche se la vicenda è già oggetto di una fascicolo in procura. Sarebbero stati acquisiti anche i filmati di videosorveglianza della villa e delle abitazioni vicine per capire se quanto accaduto si tratti di una goliardata o di un preciso avvertimento in questo momento di pesante clima internazionale. Al momento, per quanto emerso finora, la coppia di coniugi, lui un imprenditore, non risulta rientrare tra i soggetti colpiti da sanzioni e non sarebbe neanche troppo in vista, benché possieda una delle dimore storiche di Roma Imperiale.

La polemica sulla presenza dei russi corre tra le cabine degli storici "bagni", gli stabilimenti versiliesi. Nonostante la richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di "non ospitare russi e bloccare i loro yacht", i russi continuano a passare le loro vacanze al Forte. Ma nella località toscana, un tempo patria di famiglie storiche come Agnelli e Moratti, la situazione è diversa dal resto d'Italia. Da oltre 20 anni, infatti, qui il fatturato è nelle loro mani. Da quando i primi oligarchi, politici e registi scoprirono queste spiagge e il tanto rincorso modello di vita italiano.  Oggi si stima che ci siano circa 500 famiglie, tra russi e ucraini, che frequentano stabilmente o addirittura vivono sul territorio. A Forte, ma pure sulle colline di Camaiore e Massarosa. A rappresentarli hanno anche un’associazione, Russkaya Versilia, presieduta dall’artista Dimitri Kuzmin.  A Forte dei Marmi ormai sono di casa: acquistano ville, stabilimenti, hotel. Ormeggiano i loro yacht davanti alle spiagge, scendono per gustarsi uno spaghetto alle arselle pasteggiando a Cristal e fanno shopping nelle boutique del centro dove in vetrina fanno a gara per accaparrarsi borse da 30 mila euro.  E - a quanto pare - come confidano diversi negozi del centro (da Gucci a Prada) la situazione non è cambiata neppure con la guerra in Ucraina. 

D'altronde il primo a mettersi sulla difensiva era stato proprio il sindaco Murzi che al quotidiano La Nazione aveva dichiarato: «Il governo di Putin ha fatto una scelta aggressiva deprecabile e sicuramente Zelensky è vittima per il diritto internazionale ed è costretto a prendere posizioni, mentre la sua gente muore sotto i bombardamenti. Se questo è comprensibile, non è però condivisibile fare guerre al singolo cittadino. E non sarà un sindaco ad escludere nessun turista, se si comporta in modo cortese e rispettoso. Nei giorni scorsi una signora russa si è presentata nel mio ufficio per mettersi a disposizione per sostenere gli ucraini. Grazie al suo input il Comune ha attivato un conto corrente dedicato: se non le avessi aperto la porta, quelle iniziative di solidarietà non sarebbero partite in modo così rapido».

L'arrivo degli ucraini

Va detto, infatti, che gli habitué russi del Forte non sono solo oligarchi (non tutti perlomeno) molti sono imprenditori o magnati che abitano a Mosca o San Pietroburgo e amano frequentare le nostre spiagge. Altri, invece, si sono stabiliti in Versilia da tempo. Certo, qualche cancellazione negli stabilimenti e negli hotel c'è stata. «Ci sono famiglie che vengono da 15 anni, per noi è un momento doloroso: alcuni sono diventati amici e ora mi dicono "Ci vediamo quando la situazione si tranquillizza"» spiegano il titolare di un bagno. Nell'arco di un mese sono arrivati anche gli ucraini: quelli benestanti, ex turisti giunti con le proprie auto, e gli altri, circa 40 persone tramite le associazioni.

 

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