Domenica la Giornata delle Oasi del Wwf con visite guidate, laboratori, liberazione di animali selvatici

Venerdì 17 Maggio 2019
Gli ultimi nati sono tre pulcini del raro falco pescatore venuti alla luce nel nido predisposto dal Wwf nell’Oasi di Orbetello. Poi ci sono i fenicotteri che nidificano in Sardegna, la cicogna bianca che è tornata dopo duecento anni nell’Oasi di Bolgheri, il cervo sardo dell’Oasi di Monte Arcosu. Questi e altri animali si potranno vedere domenica nella Giornata delle Oasi, con aperture gratuite per tutti e molte iniziative, dal Trentino alla Sicilia. Ma è anche il momento per ricordare il ruolo insostituibile delle Oasi (35.000 ettari di natura protetta dal Wwf grazie al sostegno di soci e sostenitori) per la conservazione della natura e l’educazione ambientale.

Tante le specie salve grazie all'apertura delle aree protette: quella delle Steppe, in Sardegna, è nata per proteggere una delle ultime “brigate” di galline prataiole, specie ormai molto rara nel nostro Paese. Così come l’Oasi alpina di Valtrigona, che oltre a proteggere uccelli nobili come il gallo cedrone e il gallo forcello, dà rifugio alla pernice bianca, sempre più minacciata dal clima che cambia. Se la lontra in Italia è ancora presente e in ripresa, lo si deve anche alle Oasi. Dalla prima, quella di Persano, sul fiume Sele, a quelle di Policoro, in Metaponto, alle Cascate del Verde in Abruzzo, alle Grotte del Bussento, nel Cilento. Tra gli eventi organizzati domenica nelle 100 oasi ci sono visite guidate, le iniziative di citizen science, la liberazione di animali selvatici e i laboratori per i bambini.

Le specie minacciate di estinzione sono un totale di 161 (138 terrestri e 23 marine), pari al 28% delle specie valutate. Tra quelle più a rischio l’aquila del Bonelli, il capovaccaio, la gallina prataiola, il fratino, l’orso bruno, tra i rettili la lucertola delle Eolie, la tartaruga marina comune, le due specie di testuggini palustri e la testuggine terrestre, mentre tra gli anfibi devono essere ricordati il tritone sardo, l’ululone appenninico, il pelobate fosco e il pelodite punteggiato. Minacciati anche il delfino e il capodoglio, gli avvoltoi grifone e gipeto e l’anguilla, oltre ad altre specie sconosciute ai non “addetti ai lavori”, soprattutto tra i pesci: il carpione del Garda e quello del Fibreno, lo spinarolo e lo storione cobice.
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