Nozze trash a Napoli, il cantante Tony Colombo: «Chiederò i danni al Comune, era tutto in regola»

Giovedì 11 Aprile 2019

Non si spengono le polemiche sulle nozze trash di Tony Colombo e Tina Rispoli a Napoli. Dopo un confronto con il  consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli durante la trasmissione Live Non è la D'Urso in diretta tv su Canale 5, il cantante ha diffuso un comunicato stampa.

«Il sindaco De Magistris  dice di non voler contribuire a fare un film su di me: evidentemente ha dimenticato che è stato lui a battere il ciak in quanto è stato lui il giorno del mio matrimonio ad inviare un comunicato stampa intitolato “Polizia Municipale: multe, controlli e interventi per rito civile matrimonio Colombo” a tutti i media,  favorendo così la diffusione di una notizia non vera, che è stata poi amplificata sui social e sui giornali con paragoni inappropriati e lesivi riguardanti soprattutto Tina. De Magistris dovrebbe chiedere scusa a mia moglie, è stato lui a generare tutto questo. Tina ha un figlio di 11 anni che da giorni non dorme per questa questione».

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«Il sindaco ha definito in modo dispregiativo il mio matrimonio come "una rappresentazione farsesca che appartiene ad un segmento di città che evidentemente esiste" – continua Tony Colombo - ebbene gli ricordo che questo segmento è composto da migliaia di cittadini, molti dei quali per ingenuità di pensiero o perché credenti nel voto alternativo o perché lo hanno creduto "uomo del popolo" (lui si definisce così) lo hanno votato. Dovrebbe dunque chiedere scusa anche a tutti questi napoletani che sta emarginando e che invece sono cittadini di Napoli come tutti gli altri».
 

 

«Se penso a Francesco Emilio Borrelli - prosegue il cantante - mi si concretizza avanti agli occhi la figura di un politico in perenne campagna elettorale che non ha il coraggio, e forse la voglia e/o le capacità, di affrontare e risolvere con serietà i numerosi problemi della regione Campania. Attacca il cittadino che sbaglia attraverso i social e i giornali, dovrebbe affrontare le autorità preposte al controllo di chi infrange le regole. Troppo facile prendersela con il singolo cittadino, è più complesso rimettere in riga il sistema. Borrelli dice che non si sente rappresentato da me e Tina, mi dà del bugiardo e dice che stiamo facendo fare una brutta figura a Napoli. Noi invece non ci sentiamo rappresentati da lui e politici come lui che usano soldi ricevuti per il ruolo amministrativo e il tempo che dovrebbero dedicare alla gestione della cosa pubblica per giudicare i matrimoni altrui».
 

«Ho dimostrato di non essere bugiardo esibendo i permessi in mio possesso - conclude Colombo - Napoli fa brutta figura quando i media parlano di problemi di cui sono vittime da anni i napoletani e che la politica non riesce, o forse non vuole, risolvere. Non accetto che si facciano allusioni negative nei confronti di mia moglie, e lui ne ha fatte. Non mi aspettavo che un matrimonio sinonimo di amore potesse essere strumentalizzato per propaganda politica, ma a questo punto tramite i miei legali chiederò alla magistratura civile di valutare ed accertare i fatti punendo chiunque gratuitamente infami me e la mia famiglia con una conclusione legale di questa storia».

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