Arriva Il Manifesto della comunicazione non ostile, le buone maniere della rete

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Valentina Venturi
Il Manifesto della comunicazione non ostile, Serena Mizzan, direttore di www.immaginarioscientifico.it

Le parole sono importanti diceva Nanni Moretti. E lo sono tanto più quando si tratta di divulgazione scientifica. Per questa ragione al "Next Fest di Trieste" durante Sharper (Sharing Researchers Passions for Evidences and Resilience"), la Notte Europea dei Ricercatori del  27 settembre, è stato presentato il "Manifesto per la comunicazione non ostile" della scienza.
 
«Per la divulgazione scientifica è stato un passo fondamentale – dichiara con fermezza Serena Mizzan, direttore di www.immaginarioscientifico.it -. Riflettiamo su quanto accade sul web per colpa delle tante fake news che creano ansia, problemi, ma anche veri e propri danni. L’ostilità è ovunque è quindi necessario che i ricercatori firmino una sorta di patto d’intesa». Ad orientare la declinazione scientifica sono stati i contributi di più di 100 esperti del settore. I primi rappresentanti che hanno firmato e creduto nel Manifesto sono tra gli altri l’astronauta Umberto Guidoni, il geologo Mario Tozzi, lo scrittore e fisico Paolo Giordano e il vincitore nazionale del talent scientifico Famelab 2015 Luca Perri.  

Tutto prende forma grazie al sito www.paroleostili.it, progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, nato nel 2017 per diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura e la consapevolezza che le parole sono importanti. Il Manifesto è stato declinato in diversi ambiti: aziende, pubblica amministrazione, scuola, politica e sport. E ora è stato redatto anche per la scienza: si tratta della carta che elenca dieci principi di stile, dieci regole, dieci comandamenti utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi naviga online.

Il primo comandamento? Ricordarsi che “il virtuale è reale” e che si devono diffondere solo risultati certi e verificati. «Oggi ci si nasconde dietro uno schermo – prosegue Mizzan - pensando che non sia la realtà. Invece il virtuale a volte è più penetrante del reale, perché nel virtuale manca il para-verbale e quindi le parole e il modo con cui sono messe arrivano violentissime sulle persone». Il quarto punto precisa come “Prima di parlare bisogna ascoltare”, quindi avere sempre un confronto rispettoso, aperto a critiche oneste, costruttivo. Se “le parole sono un ponte” (punto cinque) e “le parole hanno conseguenze” (punto sei), c’è da tenere sempre a mente che “Anche il silenzio comunica” (decimo comandamento).
 
«È come dare una Ferrari ad un neo patentato - conclude Serena Mizzan - Chi ha coscienza e consapevolezza di queste novità tecnologiche deve dare degli strumenti a chi non ne ha. Ci si lava le mani prima di andare a tavola? Altrettanto le buone maniere sono anche nella rete e il mondo scientifico ne è tramite. Le regole base devono comprendere ormai anche questo mondo: le buone maniere della rete. Bisogna porsi il problema, noi adulti ci dobbiamo impegnare per primi».

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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