Il professore accoltella la moglie (davanti ai figli) perché lei voleva separarsi, tentato omicidio a Noale

L'uomo era fuggito in auto: l’accusa è di tentato omicidio

I rilievi dei carabinieri a Noale
di Monica Andolfatto
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Domenica 30 Gennaio 2022, 09:01

«Un uomo disperato, visibilmente sofferente per avere fatto quello ha fatto a persone a cui vuole molto bene». Di più non dicono i legali di Rosario Magliarisi, l’insegnante cinquantenne arrestato dopo aver accoltellato la moglie davanti ai figli piccoli nella loro abitazione di Noale ed essere fuggito in auto. A scatenare quegli attimi di follia che hanno sconvolto un’intera famiglia, da quanto sta emergendo, la separazione in corso e il conseguente scadimento del rapporto fra i due coniugi: questo almeno lo scenario che farebbe da sfondo all’episodio.

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L’avvocato Simone Zancani, che con il collega Guido Simonetti difende Magliarisi, gli ha fatto visita nel carcere di Treviso, dove è rinchiuso da giovedì scorso. L’accusa è di tentato omicidio e di resistenza a pubblico ufficiale: domani l’udienza di convalida del fermo. A distanza di qualche giorno a Noale non si parla d’altro e i vicini e i conoscenti della coppia sono tutt’ora increduli per quanto accaduto.
Se da una parte c’è il sollievo per le condizioni della donna, Renata Vedovato che, colpita al capo e a una mano dalla lama, è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 15 giorni, dall’altra rimane lo sconcerto per la condotta inspiegabile di un uomo che a detta dei più è stato sempre un marito e ancor di più un padre modello.


IL CROLLO
Per lo meno, appunto, fino alla separazione, vissuta da lui come il crollo della sua stessa esistenza, tanto da disorientarlo e fargli perdere la lucidità. Sia chiaro si sta solo cercando di contestualizzare il fatto senza la minima volontà di giustificare ciò che è ingiustificabile: nessuna delusione, nessuna tensione, niente di niente può motivare un atto di violenza tanto brutale. Professore in una scuola superiore di Camposampiero nel padovano, Magliarisi fino allo scorso 28 gennaio, non ha avuto mai alcun guaio con la giustizia. A stringergli le manette ai polsi sono stati i carabinieri che lo hanno intercettato nella zona industriale di Mogliano alla guida della Fiat Punto grigia con cui si è allontanato dall’abitazione dopo aver ferito la moglie e anche una delle sorelle di lei intervenuta per calmarlo. Di fatto era un ricercato. All’alt dei militari, da quanto ricostruito, invece di fermarsi e consegnarsi, ha accelerato. Ma percorsi pochi chilometri ha perso il controllo e si è schiantato contro un palo. Con sé aveva il coltello sporco di sangue: lo aveva preso dalla cucina di casa trasformandolo in un’arma che ha rivolto contro quella che continua ripetere essere l’amore della sua vita.

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