No vax: «Sabato torniamo a Roma». Le minacce allarmano Lamorgese

Nelle chat dei dissidenti il programma delle proteste: «In strada prima della Cgil». Il nodo degli agenti non immunizzati: il 10% rischia di non essere in servizio

No vax: «Sabato torniamo a Roma». Le minacce allarmano Lamorgese
di Cristiana Mangani
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Mercoledì 13 Ottobre 2021, 06:08 - Ultimo aggiornamento: 14:27

Chat che compaiono e scompaiono, indicazioni su come muoversi nei prossimi giorni, incitazioni all'odio e alla protesta. Il popolo no vax e no Green pass non sembra voler mollare. E da dopodomani, giorno in cui entrerà in vigore l'obbligo di esibire il Certificato verde sul luogo di lavoro, ha annunciato la sommossa. Il Viminale non nega che la situazione sia preoccupante: la tensione è elevata e gli effetti si sono visti sabato scorso a Piazza del Popolo, quando di fronte a un previsione di tremila, quattromila partecipanti al massimo, sono arrivati in diecimila. Perlopiù persone comuni, dipendenti pubblici, insegnanti, avvocati, medici, tutti sconosciuti alle forze dell'ordine, quindi difficilmente monitorabili.
In queste ore la comunicazione tra i gruppi dei dissidenti è molto vivace. Sabato si svolgerà la manifestazione indetta dalla Cgil, dopo l'aggressione dei componenti di Forza nuova alla sede di Corso d'Italia. Ma nello stesso momento il popolo dei no Green pass sta preparando nuovi sit-in e agitazioni. Le tante richieste avanzate alle prefetture e alle questure per potere effettuare cortei o manifestazioni sono state quasi totalmente respinte, perché non in linea con le regole di sicurezza e di ordine pubblico. Ma le voci della protesta stanno chiamando ugualmente a raccolta: «A partire da venerdì 15 saremo tutti per strada contro la dittatura sanitaria».

Le piazze

Il 16, invece, sono state già predisposte le piazze in tutta Italia dove i ribelli si incontreranno: da Brunico ad Agrigento, in circa 120 località. E a Roma, ancora una volta l'appuntamento è stato fissato a piazza del Popolo. «Dovremo arrivare prima di quelli della Cgil - dicono - portiamo i megafoni e urliamo il nostro dissenso. Non ci fermeranno». La campagna è partita sui social, dalle radio pirata e nelle chat riservate. Ma se è vero, come ritiene l'intelligence, che non esiste una regia unica, anche questa volta il richiamo alla protesta potrebbe avere gli stessi effetti di sabato, con numeri inaspettati. Questa mattina si svolgerà il Comitato per l'ordine e la sicurezza presieduto dalla ministra Luciana Lamorgese, al quale parteciperanno polizia, carabinieri, finanza, e servizi segreti. La riunione era fissata per organizzare il grande vertice del G20 previsto per la fine di ottobre, ma ora le disposizioni dovranno tenere conto dell'agitazione no Green pass. Al sabato nero di Roma si risponderà con una strategia riveduta e corretta di prevenzione e contenimento dei disordini. Le immagini della Capitale sfregiata da centinaia di violenti hanno fatto il giro del mondo e l'input che arriva anche da Palazzo Chigi è quello di serrare le fila e gestire nel migliore dei modi le prossime manifestazioni.

 


Dopo la riunione i prefetti convocheranno i Comitati provinciali in tutta Italia per tradurre sul proprio territorio le indicazioni emerse. In sostanza, si dovrà far tesoro di quello che non ha funzionato e quindi: grande attenzione nella concessione delle piazze; massimo rigore verso i cortei non autorizzati; fitta attività info-investigativa per conoscere il numero e la qualità dei manifestanti e predisporre un adeguato dispositivo di ordine pubblico; analisi delle chat per intercettare intenzioni ostili; linea dura con i professionisti della violenza. Proprio il sabato di fuoco di piazza del Popolo ha fatto emergere la novità di questa nuova eversione maturata con la pandemia: nella sede della Cgil violata c'erano volti ben conosciuti alle forze dell'ordine, insieme a tanti assolutamente ignoti. Una zona grigia di persone esasperate dalla crisi economica sensibili alle istanze ribellistiche ed anti-sistema di formazioni come Forza Nuova che fanno proselitismo in questo bacino come in anni passati hanno fatto nelle curve. Inoltre, va tenuto conto che l'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass potrebbe creare problemi nell'organico delle forze dell'ordine. La polizia rischia un dieci per cento in meno di personale.

L'informativa

Sui fatti di Roma il ministro Lamorgese riferirà alla Camera il 19, tra le proteste di FdI che avrebbe voluto un'informativa più tempestiva e chiede anche «se ci siano stati agenti che hanno sobillato la folla». E su quello che è successo nella Capitale ha acceso un faro il Copasir che, fa sapere il presidente Adolfo Urso, ha attivato un'istruttoria per «verificare le modalità procedurali adottate nella predisposizione delle misure utili a garantire l'ordine pubblico». In sostanza, visto che da tempo l'intelligence ha segnalato il rischio di infiltrati nelle manifestazioni, si vuole capire se gli alert degli 007 siano stati acquisiti dalle forze di polizia nella predisposizione dei servizi di ordine pubblico. Il direttore dell'Aisi Mario Parente è atteso domani al Comitato e potrebbero seguire altre audizioni sul tema.

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