Scontri a Roma, il piano dei No vax in piazza: «Occupiamo il Parlamento»

L’ammissione di uno dei manifestanti in tribunale: volevamo entrare alle Camere

Scontri a Roma, il piano dei No vax in piazza: «Occupiamo il Parlamento»
di Valentina Errante e Alessia Marani
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Martedì 12 Ottobre 2021, 00:14 - Ultimo aggiornamento: 15:27

Per Giuliano Castellino e Roberto Fiore, l’ex Nar Luigi Aronica, gli attivisti di Forza Nuova Pamela Testa, Andrea Lubrano, e Biagio Passaro, leader di “IoApro” le accuse sono di istigazione a delinquere, devastazione, saccheggio e violazione di domicilio, dopo l’irruzione nella sede della Cgil di sabato scorso durante la violenta manifestazione contro il Green Pass. I pm dell’Antiterrorismo della procura di Roma hanno deciso di non processarli per direttissima, come gli altri sei arrestati in flagrante, dei quali uno, ieri, ha anche ammesso: «Volevamo occupare il Parlamento». Le indagini saranno più complesse ed è probabile che presto arrivino altre contestazioni, a partire dall’associazione a delinquere. Nel frattempo Fiore e gli altri attendono l’interrogatorio di garanzia, forse in video conferenza, nel carcere di Poggioreale, a Napoli. 

Scontri a Roma, denunciato il poliziotto che ha picchiato un manifestante

Ieri, dopo le verifiche della Digos e dalla Postale, la procura ha disposto l’oscuramento della pagina web di Forza nuova. Il comunicato apparso domenica, «La dittatura tecnosanitaria colpisce la prima linea della resistenza» e la minaccia di «Alzare il livello di scontro», sono stati sufficienti per configurare l’istigazione a delinquere e portare al sequestro preventivo del sito. «Da domani, dal 15, e fino a che il Green pass non verrà ritirato la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino». Parole capaci, secondo gli inquirenti, di sobillare e manipolare la galassia sparsa dei “No Vax”, pronta a seguire chi si pone alla loro testa. Ieri, intanto ha lasciato la magistratura il giudice della Corte di Appello di Messina, ed ex sottosegretario all’Interno, Angelo 
Giorgianni che sabato aveva partecipato alla manifestazione di piazza del Popolo a Roma.

Per il vertice di Forza Nuova l’ipotesi è di avere gestito l’assalto alla sede della Cgil, mettendo in atto anche una sorta di azione «diversiva», ossia il corteo diviso in due tronconi, per scongiurare l’intervento delle forze di polizia. Al vaglio degli inquirenti, che puntano a identificare altri manifestanti, ci sono video e molte foto che ritraggono gli indagati sullo scalone d’ingresso della Cgil in Corso d’Italia e anche un video fatto da Passaro nel corso di una diretta social. Sotto la lente di chi indaga anche il comunicato diffuso ieri da Fn proprio attraverso il portale e sottoscritto da tre militanti in cui si afferma che «il popolo ha alzato la testa» e «il livello dello scontro non si fermerà». Non è passata inosservata, inoltre, la presenza in piazza di alcuni anarchici che, a differenza di quanto avvenuto a Milano, nella Capitale non avrebbero agito. 

LE DIRETTISSIME
Il secondo fascicolo riguarda gli altri sei arrestati, ai quali si contestano a vario titolo resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Per due - Fabio Corradetti (20enne figlio della compagna di Giuliano Castellino) e Iorio Pilosio, 54 anni, è stata confermata la custodia in carcere. Per i giudici, Corradetti deve restare in carcere per il «ruolo decisivo negli scontri avvenuti vicino a palazzo Chigi» mentre Pilosio «ha ammesso di volere occupare il Parlamento». Per i magistrati sussistono «gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari per la gravità dei fatti contestati». Per Maurizio Bortolucci, 58 anni, e Valerio Pellegrino, 21 anni, hanno stabilito, invece, gli arresti domiciliari; per Gennaro Imperatore, 70 anni, pensionato incensurato, l’obbligo di firma tre volte alla settimana, mentre il divieto di dimora a Roma è stato ordinato per il 52enne di Favara (Agrigento), Calogero Russello, un disoccupato («lavoro in nero») con un precedente per rapina, che ha raccontato di avere raggiunto Roma con la sua auto. È accusato di lesioni aggravate per avere lanciato una pala contro due fotoreporter. Ulteriori accertamenti sono in corso per verificare se i sei abbiano partecipato anche al raid alla Cgil.

Una galassia destinata ad andare in ordine sparso, se non ci fossero stati i “professionisti” della violenza. Corradetti - si legge nel decreto di fermo - viene seguito dagli agenti della Digos e avvistato mentre con un gruppo di 50 persone forza gli sbarramenti di piazzale Flaminio per raggiungere la Cgil. Alle 23,35 ricompare nei pressi del Parlamento e si scaglia sui poliziotti che stanno arrestando Castellino; a un dirigente della Questura rompe una clavicola. «Ho agito d’istinto, volevo difendere Giuliano, per affetto», si è giustificato poi in aula. Ma il suo temperamento violento è arcinoto: precedenti per resistenza e lesioni, carichi pendenti per armi, danneggiamento e tentato omicidio. Nel 2019 aveva festeggiato i suoi 18 anni picchiando un carabiniere, idem alla manifestazione del Circo Massimo del 2020 quando lui, romanista, protestava contro le misure anti-Covid accanto a estremisti e ultras, compreso l’amico laziale Lorenzo Bernabei. Così il “figlioccio” sembra volere ripercorrere le orme di Castellino che, almeno fino a sabato, nonostante la montagna di informative sulla pericolosità del personaggio e il Daspo (fu il primo a violare il coprifuoco nell’ottobre 2020, dopo la “rivolta” di Napoli) era sempre tornato libero di scendere in piazza. 
 

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