No vax, dalla tastiera al deserto: «Avrò sbagliato posto?». Slogan improbabili e tesi strampalate

No vax, dalla tastiera al deserto: «Avrò sbagliato posto?»
di Claudia Guasco e Alessia Marani
5 Minuti di Lettura
Giovedì 2 Settembre 2021, 00:13 - Ultimo aggiornamento: 11:12

L’adunata via chat su Telegram è carica di adrenalina. La prima: «Alle 14,30 tutti davanti alla stazione». La seconda: «Alle 15 tutti in stazione». Finirà con una trentina di manifestanti no Green pass che ciondolano davanti a Tiburtina, spalleggiati da Forza Nuova, e un manipolo di venti colleghi che gridano slogan allo scalo Garibaldi di Milano, dove l’atmosfera si accende giusto quando due ragazze provano a entrare e vengono respinte dal cordone di polizia. Mezzoretta di indignazione, una si infila in metropolitana e torna a casa, l’altra viene portata in questura e la mobilitazione finisce qui.

Chi è venuto a protestare, un po’ ci rimane male. «Onore a chi si presenta, gli altri sono pecore e fanno prima a farsi la punturina. Ci pigliano per il c..o? Fanno bene», è la reazione risentita sui social. Fiorella, 42 anni, arriva puntuale davanti ai grattacieli di Porta Nuova ed è confusa: «Magari non è questo il posto e sono tutti da un’altra parte». Poi analizza il fenomeno: «Forse la blindatura delle forze dell’ordine ha scoraggiato. Ma anche il giorno non è dei più indicati, l’1 settembre la gente ha altre priorità, tipo il lavoro. Ci rifaremo tra due giorni». La promessa è: «Ogni sabato finché la dittatura non sarà distrutta».

L’anticipo di ieri, a Milano, ha riunito un po’ di giovani, un paio di squatter con i cani, qualche esagitato (identificato dalla polizia) che farnetica di «ordine mondiale che ci vuole sterminare con i vaccini». Uno indossa la maglietta con la scritta «Marcia su Roma», mischia i sieri come «minaccia globale con il cambiamento climatico, Soros, Bill Gates e i banchieri». Alberto, 61 anni, pare più riflessivo: «Il Green pass viene motivato dallo stato di emergenza, che però può essere proclamato solo in guerra. Quindi è incostituzionale». Lei è vaccinato? «È un dato sensibile, non rispondo». Ma come viaggerà senza Green pass? «Anche questo attiene alla mia sfera privata». La questione trasporti crea un certo sbandamento. Fiorella voleva fare una vacanza in Cilento. «Troverò un’alternativa o farò la guerra».

Nella Capitale i pochi che approdano a Tiburtina sono disorientati: «Ma che abbiamo sbagliato giorno? Dove sono gli altri?», allarga le braccia una giovane donna. Anche Maria Rosaria, libera professionista romana di 42 anni, non potrà più fare molte delle cose a cui era abituata. «Non potrò viaggiare o sedermi al tavolo interno di un ristorante, in famiglia sono l’unica a non essermi vaccinata anche se sono riuscita a convincere mia madre a non fare la seconda dose. Perché? Il Covid non esiste, è una montatura dei media». La donna è arrivata da Centocelle per unirsi al popolo No Vax, ma davanti a lei ha trovato solo un cordone di polizia fittissimo e uno sparuto gruppo di manifestanti.

Le voci

E i morti per il Covid? «Ma quali morti... pensi che a un mio amico una persona ha detto che dall’ospedale lo hanno chiamato perché dichiarasse che un suo parente era morto per il virus, e in cambio gli hanno dato 1.500 euro...». La fonte della notizia? «Un signore che correva nel parco». Poco più in là c’è la signora Adriana, 82 anni compiuti a marzo e limpidi occhi azzurri. La sua, afferma, è «una questione di decoro personale». Per lei il Green pass non è altro che «l’espressione di una dittatura totalitaria». Se la prende con i cinesi: «Tutta colpa loro, ci hanno prima imposto il virus, ora il vaccino». Qualcuno si intimorisce alla vista della polizia: «Ero venuta per unirmi ai manifestanti, ma dove sono? Qui vedo solo agenti schierati, me ne vado», dice Lucia, maestra di 53 anni. Come farà a insegnare ai suoi studenti? «Mi darò malata».

Luca è un fisico di 46 anni, parla di metalli pesanti accumulati dall’organismo, spiega che «esistono già dei simil-cyborg microchippati», che «non si sa quali mutazioni può provocare il vaccino» che «andrebbe calibrato persona su persona». Mentre parla gli si avvicina Rino, un uomo “senza tempo”, non vuole dire la sua età. Ha barba lunga e bianca, arriva pedalando su una piccola bicicletta: «Le aziende farmaceutiche ci stanno rendendo delle macchine associate a un Qr Code, la tecnocrazia ci tratta come bestie zootecniche». Ne è sicuro perché dice di compiere «studi multidisciplinari», studi che, ovviamente, «le Università non insegnano». Il tam tam della rete annuncia per oggi nuove prove di forza, mentre il popolo No Green pass pensa a un’adunata nazionale sotto Montecitorio.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA