«Niente Pirellone illuminato per il Gay Pride»: la Regione Lombardia boccia la proposta M5S

«Niente Pirellone illuminato per il Gay Pride»: la Regione Lombardia boccia la proposta M5S
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Martedì 17 Dicembre 2019, 18:24

Non si fermano le polemiche dopo la bocciatura da parte del Consiglio regionale della Lombardia della propiosta del Movimento 5 stelle che aveva proposto un ordine del giorno  per illuminare il Pirellone in occasione del prossimo Gay Pride. 2020. Contro l'iniziativa di sostegno alla tradizionale parata per i diritti Lgbt, in programma a Milano il prossimo 27 giugno, si è espressa compatta tutta la maggioranza di centrodestra, favorevoli i 5 Stelle, il Pd e gli altri gruppi di opposizione.
Durante le dichiarazioni di voto ha preso la parola il consigliere leghista Massimiliano Bastoni, che motivando il no della Lega ha definito la manifestazione arcobaleno «una baracconata che non rappresenta nemmeno tutti gli omosessuali». Il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi ha invece spiegato che il «voto contrario è un atto 'tecnicò: se il Consiglio regionale dovesse esprimersi su ogni singolo patrocinio che viene richiesto da enti o associazioni, durante i lavori d'aula non potremmo occuparci d'altro. Queste richieste vengono valutate, come da prassi, dall'Ufficio di Presidenza». Dura la reazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli, che ha parlato di «atteggiamento razzista del centrodestra in Consiglio regionale». La richiesta, ha rimarcato Fumagalli subito dopo il voto, «era sostenere una manifestazione di democrazia e civiltà che ogni anno sottolinea l'importanza della lotta alla discriminazione e dell'accoglienza. E' un atto gravissimo perché va contro alla tutela dei diritti civili. Noi non ci stiamo. La Lombardia è di tutti i lombardi non solo di quelli del Family Day». Delusa anche la consigliera del Pd Paola Bocci, secondo cui «il mancato sostegno alla manifestazione con una scritta illuminata sulla facciata di Palazzo Pirelli è un'occasione persa per dichiarare che la Regione Lombardia è vicina ai diritti di tutti, e non di parte».
Ma questo non è il primo no della Regione Lombardia a iniziative a favore del Gay Pride. L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sempre guidato dal centrodestra, già nel 2017 aveva negato il patrocinio alla marcia dell'orgoglio omosessuale. Una posizione confermata lo scorso anno dal governatore leghista Attilio Fontana, che in un'intervista rilasciata a poco più di un mese dalla sua elezione aveva parlato del Gay Pride come di una «manifestazione divisiva», suscitando numerose polemiche politiche. Netto invece l'appoggio alle famiglie tradizionali come da scritta che campeggiava proprio sul Pirelloni a novembre dello scorso anno.  invece l

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