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Nicola Lupoli, aggressore lo cosparge di benzina un uomo e gli dà fuoco in strada: lui era in videochiamata con la fidanzata

La vittima è grave. L'ipotesi una vendetta per un alloggio occupato abusivamente

Nicola Lupoli, aggressore lo cosparge di benzina un uomo e gli dà fuoco in strada: lui era in videochiamata con la fidanzata
di Marco Di Caterino
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Luglio 2022, 09:25

Cosparso di liquido infiammabile e poi dato alle fiamme, mentre seduto su una panchina di legno era impegnato in una videochiamata con la sua fidanzata, unica testimone di un tentativo di omicidio commesso con una ferocia inaudita. È accaduto a Frattamaggiore, poco dopo la mezzanotte tra giovedì e venerdì scorsi, in viale Tiziano, pieno centro di un complesso di edilizia popolare. La vittima, Nicola Lupoli, 36 anni, di professione svuota cantine, non si è accorta di nulla visto che gli aggressori hanno agito alle sue spalle. In un attimo sono divampate le fiamme, innescate con un accendino. Per sua fortuna, Lupoli ha avuto la forza e il sangue freddo di rotolarsi per terra. Un gesto che in qualche modo ha smorzato l'impeto delle fiamme che lo avevano subito avvolto dalla testa fino alla cintola.
Le grida di aiuto hanno fatto accorre i residenti della zona che hanno prestato i primi soccorsi, tentando più volte di spegnere le fiamme. Poi in viale Tiziano si è precipitato il fratello dell'uomo, Biagio, che ha accompagnato il ferito al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, nella sua auto scortata da una volante del locale commissariato, diretto dal vice questore Pasquale Toscano che nel frattempo era stata fatta intervenire sul posto dalla centrale operativa, allertata da alcune telefonate anonime. Le condizioni di Lupoli sono apparse subito gravissime, per una serie di ustioni al volto, alle braccia e soprattutto alla schiena. I sanitari del nosocomio di Frattamaggiore, dopo aver stabilizzato le condizioni del ferito, ne hanno autorizzato il trasferimento presso il Centro Grandi ustionati del Cardarelli di Napoli, da dove è quasi subito ripartito in direzione del policlinico di Bari. Valutate le sue gravi condizioni, i medici baresi hanno deciso di indurre il coma farmacologico, per evitare ulteriori stress fisici. La prognosi resta riservata.

La bottiglia

Unica testimone dell'agghiacciante, brutale tentativo di bruciare vivo Nicola Lupoli, è stata la sua fidanzata. Una ragazza di Casoria conosciuta dalla vittima tre mesi fa e con la quale aveva iniziato una relazione stabile. La donna ha raccontato agli inquirenti che mentre conversava in videochiamata con la vittima, che era seduta su una panchina di legno ubicata di fronte a una cappella votiva dedicata alla Madonna, dal buio è apparsa un'ombra alle spalle del suo fidanzato. Poi tutto si è svolto in una manciata di secondi. Nella mani dell'ombra si è materializzata una bottiglia contenente liquido infiammabile che l'aggressore ha versato sulla vittima, inzuppando testa e soprattutto schiena. Un istante dopo un accendino ha dato fuoco al 36enne, mentre questi tentava di alzarsi dalla panchina per capire cosa gli stava accadendo. E lo schermo del cellulare della donna per alcuni secondi ha rimandato a tutto schermo fiamme abbacinanti. Intensissime. Sotto choc, la fidanzata di Lupoli è rimasta letteralmente bloccata per alcuni secondi. Poi lo choc si è trasformato in un terrore da tagliare il respiro, quando si è resa conto che il suo ragazzo era diventato una torcia umana.

 

Le indagini

Una testimonianza che al momento non apporta alcun elemento utile alle indagini. Gli inquirenti stanno valutando diverse piste: da quella di un possibile contrasto con qualche concorrente della sua attività di svuota cantine, a un litigio pregresso magari avvenuto qualche ora prima; ma non viene scartata nemmeno l'ipotesi di un raid di balordi, che fattosi branco ha deciso di divertirsi per vedere l'effetto che fa quando si brucia viva una persona. È già accaduto altre volte. Ma nessuna di queste ipotesi ha finora trovato riscontro. Quella che invece starebbe prendendo corpo riguarda un contrasto per un alloggio occupato abusivamente, che Nicola Lupoli si stava contendendo con qualcuno. Forse l'ombra. Che potrebbe avere un volto.

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