Nico Baldo morto mentre insegue il cane, il papà: «Investito davanti ai miei occhi». Doveva sposarsi fra un mese

Tra un mese avrebbe pronunciato il fatidico sì, convolando a nozze con la sua Alessia, con cui conviveva da qualche anno

Nico Baldo morto investito mentre insegue il cane, il papà: «Sbalzato davanti ai miei occhi». Doveva sposarsi fra un mese
di Gianandrea Rorato
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Venerdì 2 Settembre 2022, 09:19

CESSALTO (TREVISO) - «L'ho visto morire davanti ai miei occhi. Quell'auto lo ha centrato in pieno e lo ha sbalzato per trenta metri». Papà Danilo racconta tra i singhiozzi gli ultimi istanti di vita del figlio Nico Baldo, assicuratore di 34 anni, travolto e ucciso da un'auto davanti alla casa dei genitori, in via Callunga a Cessalto, lungo la provinciale. Stava tentando di riacciuffare il suo cagnolino Archie scappato poco prima dal cancello rimasto aperto. Una tragedia immane proprio alla vigilia del matrimonio del fratello Marco. Tra un mese anche Nico avrebbe pronunciato il fatidico sì, convolando a nozze con la sua Alessia, con cui conviveva da qualche anno a Silea. Invece in attimo quella felicità che sembrava così a portata di mano è andata in frantumi. Agli amici che ieri pomeriggio cercavano di consolare i genitori distrutti, papà Danilo, da poco in pensione, continuava a raccontare l'istantanea dello schianto: Nico che raggiunge la strada e con le mani fa cenno alle auto di rallentare, poi l'urto e il corpo volato per 30 metri, atterrando nel fosso, immobile. Le frasi del genitore sono interrotte dai singhiozzi.


Erano passate da poco le 11.30 quando Baldo ha parcheggiato la sua auto nel cortile di casa dei genitori. Con sé aveva il suo amico a quattro zampe Archie: il cucciolotto dal manto nero lucente che lui e la compagna Alessia avevano adottato da qualche mese. In un guizzo la bestiola ha raggiunto il cancello rimasto aperto ed è corsa in strada. Il padrone lo ha seguito, preoccupato che potesse fare una brutta fine. L'Audi A3, che viaggiava da San Stino verso Cessalto, lo ha centrato in pieno, sbalzandolo a trenta metri di distanza. L'impatto, violentissimo, non ha lasciato scampo al giovane assicuratore. Il 34enne, dopo essere stato falciato dall'auto nella parte anteriore sinistra, è finito contro il parabrezza, sfondato: è poi ricaduto nel fossato alla sinistra dell'auto. Il colpo è stato così violento che una delle scarpe della vittima è stata ritrovata sul campo vicino, a una trentina di metri di distanza dal luogo dello schianto. L'autista, il 30enne M. B. di San Stino di Livenza, si è fermato per prestare il primo soccorso a quel corpo rimasto a terra, immobile. Sull'asfalto nessun segno di frenata. I parenti sono corsi fuori in preda al terrore, sperando che Nico fosse ancora vivo. Ma per lui purtroppo non c'era più nulla da fare. La chiamata ai soccorsi è stata immediata ma nessuno dei sanitari intervenuti sul posto con ambulanza, automedica ed elisoccorso è riuscito a salvare il 34enne, da cui la madre Elisabetta non riusciva a staccarsi. Accanto ai parenti, inginocchiati e in lacrime, c'era anche il sindaco di Cessalto, Emanuele Crosato, che abita poco distante. Sotto choc anche l'investitore, che agli agenti della polizia stradale ha raccontato di esserselo trovato davanti all'improvviso, tanto da non riuscire a evitare l'impatto. L'auto è stata posta sotto sequestro. E nelle prossime il magistrato di turno aprirà un fascicolo per omicidio stradale, indagando il 30enne.

La strada della morte, incidenti gravi nella doppia curva


«Nico non era uno sprovveduto. Faceva l'assicuratore: conosceva i pericoli della strada - dice uno dei migliori amici che doveva fargli da testimone di nozze -. Non si sarebbe mai buttato in strada all'improvviso, senza cautele». Spetta ora agli inquirenti ricostruire nel dettaglio la dinamica e le cause dell'ennesimo mortale. Quattordici le vittime da inizio agosto. Ieri due nel giro di sei ore. A provocarlo potrebbe essere stata una distrazione magari combinata alla velocità. In quel rettilineo il limite di velocità è di 70 km/h ma in pochi lo rispettano. «È la strada della morte» spiega un vicino. «Negli ultimi dieci anni ci sono stati almeno tre mortali. E gli incidenti gravi quasi non si contano, spesso a causa di quella doppia curva che passa sopra l'autostrada A4. Linverno scorso, ce ne sono stati due. I conducenti se la sono cavata ma ci è mancato pochissimo».

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