Per i giudici ha «un'indole delinquenziale»: l'aggressore di Niccolò Bettarini sorvegliato speciale

Giovedì 13 Dicembre 2018
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Mette «in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica», data la sua «indole delinquenziale» e la sua «abitualità criminosa». Questo è il ritratto che fanno i magistrati di Davide Caddeo, trent’anni, in carcere da luglio per aver aggredito, insieme ad altri tre giovani anch’essi fermati, a calci, pugni e coltellate Niccolò Bettarini, figlio dell’ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura, davanti alla discoteca milanese Old Fashion.

TENTATO OMICIDIO
La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, per questo episodio e per altri fatti a lui contestati ha deciso di applicare all’uomo la «sorveglianza speciale» per «pericolosità sociale» per due anni. Caddeo, come si legge nel decreto dei giudici (Rispoli-Cernuto-Profeta), sarebbe stato proprio colui che, secondo le indagini, sferrò le otto coltellate al diciannovenne «con attitudine potenzialmente mortale», tanto che è accusato, come gli altri tre, di tentato omicidio. Il trentenne era già stato sottoposto a sorveglianza speciale fino a giugno, anche in conseguenza del fatto di essere stato trovato più volte in possesso di un coltello.

«SOCIALMENTE PERICOLOSO»
Lo stesso Caddeo, assistito dal legale Robert Ranieli, nel processo abbreviato in corso a carico dei quattro fermati, ha ammesso di aver accoltellato Bettarini, spiegando però che lui lo ha colpito solo due volte con un fendente «a croce, a sventaglio». Nel maggio 2017 e fino al 19 giugno scorso, ossia pochi giorni prima dell’aggressione davanti all’Old Fashion del primo luglio, Caddeo era già stato sottoposto a sorveglianza speciale per tutta una serie di procedimenti a suo carico, tra cui denunce e condanne per rissa e lesioni e anche perché, come scrivevano i giudici, «è stato quasi sempre trovato in possesso» negli ultimi anni, tra il 2010 e il 2017, di «un coltello a serramanico». In ogni caso «Caddeo ha continuato a manifestarsi socialmente pericoloso»

LA FIDANZATA MINACCIATA CON UN PITBULL
Nel nuovo provvedimento, emesso nelle scorse settimane su richiesta della questura di Milano, i giudici segnalano a carico del trentenne, tuttora detenuto, proprio l’accusa di tentato omicidio ma anche una denuncia per un furto di una borsa commesso nel maggio 2017, un’altra denuncia da parte dell’ex fidanzata per minacce al telefono e via social network (si fece trovare sotto casa della donna anche con un pitbull al guinzaglio) e un’altra ancora per aver violato la precedente misura di sorveglianza. Così per questa «insofferenza alle regole che traspare costantemente dalle condotte» i giudici hanno deciso per la sorveglianza speciale per altri due anni. Misura che comporta una serie di prescrizioni, come stare in casa tra le 22 e le 7, non partecipare a riunioni in luoghi pubblici e non detenere armi. Tutte prescrizioni che di fatto dovrà seguire se nei prossimi mesi uscirà dal carcere.
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