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Napoli, cede una balaustra in via Caracciolo: ragazza di 20 anni precipita nel vuoto

Lucrezia Persico era sul Lungomare con gli amici: "Se mi sono salvata è solo perché il volo è stato attutito da un fazzoletto di sabbia pieno di detriti e cocci di vetro rotti"

Napoli, cede una balaustra in via Caracciolo: ragazza di 20 anni precipita nel vuoto
di Giuseppe Crimaldi
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 07:16 - Ultimo aggiornamento: 07:25

Passare una serata tra amici e rischiare la vita per una balaustra che cede. A Napoli, si sa, il pericolo si annida dietro a ogni angolo, e c’è da temere non solo per gli assalti delle babygang, per i pericoli legati alla criminalità predatoria e all’uso indiscriminato delle armi: già, perché - come ci ricordano recenti tragedie - in città i rischi collegati a pali dell’illuminazione o ai fusti d’albero che vengono giù all’improvviso come birilli, per non parlare poi delle voragini che si aprono sul manto stradale, sono tanti. Troppi, come testimonia la disavventura di Lucrezia Persico - 20 anni, residente a calata San Mattia (Quartieri Spagnoli) - precipitata nel vuoto domenica notte a Mergellina dopo essersi seduta sull’inferriata del parapetto che costeggia il marciapiedi, lato mare. 

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«C’è mancato poco, devo ringraziare il Cielo perché quella caduta avrebbe potuto rivelarsi fatale - ricostruisce la ragazza al “Mattino” - Ero con gli amici a pochi metri dal pontile degli imbarchi di Mergellina quando la struttura ha improvvisamente ceduto: mentre tutti gli altri sono caduti sull’asfalto, io sono stata catapultata all’indietro, precipitando da un’altezza notevole, quasi tre metri. Se mi sono salvata è solo perché il volo è stato attutito da un fazzoletto di sabbia, per quanto pieno di detriti e cocci di vetro rotti». Una grande paura. 

Lucrezia pesa appena 48 chili, ma il suo peso - unito a quello di un paio di persone che erano con lei - è bastato a trasformare la barra di ferro pesante in qualcosa di simile a un ramoscello. Ruggine e salsedine lo avevano reso friabile.

Parla ancora a fatica, Lucrezia. Ma il peggio è passato, anche se tutti gli interrogativi legati alla manutenzione degli arredi pubblici restano in piedi. «Intorno alle due di notte di domenica - spiega la mamma della ragazza, Rossana Fierro - ho ricevuto una telefonata dall’operatrice del 118 subito intervenuta con l’ambulanza sul posto: “Signora, sua figlia ha avuto un incidente, siamo all’Ospedale del mare, ma si tranquillizzi, Lucrezia sta bene”. Mia figlia era stata ricoverata in codice rosso, in quel momento mi è caduto il mondo addosso. In ospedale, me lo lasci dire, mia figlia è stata curata benissimo, e ringrazio tutti, il personale del 118 e quello medico e paramedico della struttura di Ponticelli. Ora accusa ancora un forte mal di schiena, ma tutti gli esami clinici hanno scongiurato conseguenze peggiori. Lunedì sera è potuta tornare a casa. Quel che fa male è pensare che nel 2022 possano ancora ripetersi simili incidenti, apparentemente banali, ma che possono trasformarsi in tragedie». 

 

Parole, le sue, riprese e amplificate dal consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Borrelli e dal conduttore della “Radiazza” Gianni Simioli, che denunciano lo stato di abbandono di ampie parti della città. «Ci vorrebbe una sana manutenzione ordinaria - affermano - Un’azione determinata non solo delle forze dell’ordine ma di tutti coloro che operano nelle pubbliche amministrazioni. Invece ogni giorno è una resa e ci si affida alla sorte. L’ultimo incidente avvenuto a Mergellina per il cedimento della balaustra poteva essere una tragedia terrificante. Una giovanissima ha fatto un volo di 3 metri. Meno male che il 118 è intervenuto rapidamente e all’ospedale del Mare sono stati efficaci ed efficienti. Purtroppo non va sempre così bene. In passato abbiamo avuto vittime per cedimenti di lampioni o alberi. Le tragedie degli anni scorsi non ci hanno insegnato nulla. L’improvvisazione e sciatteria amministrativa regnano sovrane». 

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