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Coprifuoco Napoli, bombe carta contro la polizia: nuovi scontri nel centro della città

Sabato 24 Ottobre 2020
Napoli, bombe carta contro la polizia: nuovi scontri nel centro della città

Nuovi scontri in centro a Napoli, in piazza dei Martiri, dove alcuni manifestanti hanno fatto esplodere tre bombe carta. La Polizia ha risposto con una carica, disperdendo i manifestanti. In piazza rappresentanti dei centri sociali, dei Cobas, dei Carc e di altre sigle di estrema sinistra. Dalle 16 è in corso una manifestazione promossa da lavoratori dello spettacolo, ma anche precari e disoccupati. 

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Dopo un secondo lancio di uova con vernice rossa contro il portone di Palazzo Partanna, sede dell'Unione industriali di Napoli e di Confindustria Campania, una parte dei manifestanti presenti in piazza ha cercato di muoversi in corteo in direzione via Chiaia, lanciando il coro: «Corteo, corteo». La tensione è rapidamente salita fino allo scontro tra la prima linea di manifestanti e le forze dell'ordine che hanno risposto con un'azione di alleggerimento, respingendo i manifestanti verso via Carlo Poerio.

Gli incidenti sono scoppiati al termine della manifestazione indetta dai centri sociali, con l'adesione di altre sigle, davanti alla sede di Confindustria in piazza dei Martiri. Durante la manifestazione sono state lanciate uova con vernice rossa sul portone del palazzo. Poi, davanti all'ingresso, è stato collocato uno striscione con la scritta: «Quattro morti sul lavoro al giorno, questa e violenza». In piazza è sopraggiunto un gruppetto di «Antifa» tedeschi con una bandiera e poi un gruppo di aderenti ai Carc (Comitati di appoggio alla resistenza comunista) poco prima degli incidenti, con l'esplosione di tre bombe carta ed il lancio di bottiglie contro la Polizia.

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Gli agenti del reparto celere, schierati davanti all'ingresso di Palazzo Partanna, sede di Confindustria Napoli, hanno risposto con una carica, disperdendo i manifestanti, poco più di un centinaio. La manifestazione era stata indetta dai centri sociali e sigle sindacali come i Cobas, Sindacato lavoratori in lotta, SI Cobas, ed altre formazioni in 20 città d'Italia contro le politiche di Confindustria. Sul lockdown, i manifestanti hanno detto di non essere contrari ma a patto che «per disoccupati e lavoratori ci sia il salario pieno garantito».

 

Ultimo aggiornamento: 23:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA