Napoli, noto chirurgo trovato morto in una stanza d'albergo: è giallo

Napoli, noto chirurgo trovato morto in una stanza d'albergo: è giallo
di Melina Chiapparino
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Lunedì 25 Gennaio 2021, 08:39 - Ultimo aggiornamento: 08:40

É giallo sulla morte di un medico napoletano, ritrovato privo di vita in una stanza d’albergo. Il 51enne, F. L., non era conosciuto solo per essere un noto chirurgo, da anni in forza all’ospedale Anna Rizzoli di Ischia ma era anche uno dei personaggi più in vista della cosiddetta «Napoli bene». Un uomo al servizio delle comunità più deboli come membro del Rotary Club partenopeo e dedito alla famiglia, soprattutto alla moglie e ai due figli, a cui dedicava tutto il suo tempo libero. Eppure, sulla scomparsa dell’uomo si intrecciano luci e ombre, ora al vaglio di un’indagine dei carabinieri della Compagnia Napoli Centro che hanno posto sotto sequestro la salma. Il corpo del chirurgo è stato trovato ieri mattina, riverso sul letto di una stanza al terzo piano dell’hotel Exe Majestic, a largo vasto a Chiaia dove sembra che il professionista si fosse recato la sera prima. Il motivo che ha spinto il 51enne a dormire in albergo nonostante abitasse con moglie e figli nello stesso quartiere, è uno dei nodi principali da sciogliere per gli investigatori che non escludono nessuna pista, a cominciare dalla morte naturale fino al suicidio. Su questo punto, la moglie del dottore invece non ha avuto dubbi, dichiarando che il marito «si era recato in hotel perché non si sentiva bene e non voleva disturbare i figli». 

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Una stanza in ordine, uno zaino con pochi effetti personali all’interno e il corpo del chirurgo riverso sul letto, ormai rigido e privo di vita. Questa è la scena apparsa agli occhi della signora delle pulizie che, poco prima delle 11 di ieri mattina, ha aperto la porta della stanza dove aveva trascorso la notte il dottore. Pochi minuti prima, secondo quanto ricostruito al momento dai carabinieri, il personale dell’hotel era stato messo in allerta da una telefonata. La moglie del professionista che sapeva perfettamente dove fosse il marito, aveva chiamato la segreteria dell’hotel preoccupata per il fatto che l’uomo non rispondeva al cellulare. A quel punto, il personale dell’albergo aveva incaricato la signora delle pulizie di controllare la stanza e, subito dopo, era partita la richiesta di aiuto al 118 e alle forze dell’ordine. La causa della morte del medico resta ancora un mistero ma l’unica certezza emersa fin’ora è che, al momento dei soccorsi, il 51enne risultava già privo di vita da circa 3 ore, come accertato dall’equipe di sanitari intervenuti sul posto. L’altro elemento, accertato dai sopralluoghi dei militari, è stata l’assenza di biglietti, lettere o qualsiasi tipo di messaggio all’interno della stanza e tra gli effetti personali dell’uomo, circostanza che avrebbe potuto indirizzare le indagini verso l’ipotesi del suicidio. 

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Stimato dai colleghi, amato in famiglia e popolare all’interno della comunità Rotary. Così appare il chirurgo nelle prime ricostruzioni del suo vissuto, dove l’unico intoppo della brillante carriera professionale, riguarda un avviso di garanzia. Il medico aveva ricevuto la notifica dell’atto nell’ambito di un’indagine del 2018 che aveva coinvolto anche altri cinque colleghi dell’ospedale ischitano per la morte di una 32enne, operata per ernia ombelicale. Un’indagine archiviata parzialmente nel 2019 per due dei sanitari coinvolti ma non per il chirurgo e gli altri colleghi sui quali gli accertamenti sono proseguiti. «Una circostanza quasi di routine per la quale non c’era nessuna colpevolezza ma fa parte dei rischi del nostro mestiere» hanno sottolineato i colleghi dell’ospedale Rizzoli che ieri, hanno manifestato solidarietà e vicinanza ai familiari del 51enne, esprimendo la loro stima per «un chirurgo irreprensibile e ritenuto un grande professionista da tutti». Dopo i sopralluoghi dei carabinieri che hanno impegnato i militari per oltre due ore, ieri mattina, la salma è stata trasferita al dipartimento di Medicina legale del Policlinico federiciano sarà eseguito l’esame autoptico, disposto dall’autorità giudiziaria. L’esito degli accertamenti medico legali, costituirà un tassello fondamentale per ricostruire ciò che è realmente accaduto tra le mura della stanza d’albergo dove il chirurgo ha perso la vita.
 

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