Murano, maxi bolletta del gas da 300 mila euro: a rischio riapertura delle fornaci. «Paghiamo 11 volte in più dell'anno scorso»

In soli dodici mesi il prezzo del gas per le vetrerie del distretto artistico di Murano è salito alle stelle, tanto da non lasciar presagire nulla di buono

Murano, maxi bolletta del gas 300 mila euro: a rischio riapertura delle fornaci. «Paghiamo 11 volte in più dell'anno scorso»
di Manuela Lamberti
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Giovedì 25 Agosto 2022, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 09:40

MURANO - Da 20 centesimi al metro cubo a una media di 2 euro e 25 centesimi: in soli dodici mesi il prezzo del gas per le vetrerie del distretto artistico di Murano è salito alle stelle, tanto da non lasciar presagire nulla di buono. Dopo lo stop estivo, a settembre si faranno i conti di quante vetrerie potranno aprire i battenti e quante, invece, sceglieranno di proseguire la chiusura. Intanto, un passo è stato fatto: il Consorzio energia è riuscito ad attivare due gestori per far sì che le vetrerie possano accedere ai contratti, mentre resta nero l’orizzonte.

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Sbloccare i fondi

E i vetrai parlano chiaro: da una parte chiedono che vengano sbloccati i fondi messi a disposizione dal Governo, pari a 5 milioni, dall’altra avvertono: «Con questi prezzi non conviene aprire, o si mette un tetto al prezzo del gas oppure saremo costretti a chiudere le vetrerie».
Una batosta che i vetrai avevano previsto in tempi non sospetti, ma che non pensavano potesse degenerare così tanto. Anche perché le aziende sono obbligate, per garantire la produzione, a tenere accesi tutti i giorni 24 ore su 24 i loro forni, con inevitabili conseguenze sull’ammontare delle bollette del gas metano.
Il presidente del Consorzio Promovetro, Luciano Gambaro, non usa mezzi termini perché, in effetti, non ci sono giri di parole per spiegare la situazione, che appare chiara più che mai.

Prezzo 11 volte più alto

«Nonostante tutti gli sforzi per tenere aperte le attività, il problema che si prefigura è peggiore di quello che pensavamo di avere affrontato - spiega - Ad agosto prezzo medio è stato di 2.25 euro contro i 20 centesimi che pagavamo a settembre 2021. Un prezzo 11 volte maggiore e noi non possiamo lavorare a queste condizioni, è antieconomico. Ho pagato in due mesi la cifra che prima pagavo in un anno. Nel mese di luglio a una vetreria di Murano è arrivata una bolletta di 299 mila euro. O viene messa una soglia al prezzo oppure, se continua così, siamo destinati a chiudere ed aspettare l’evolversi degli eventi».

Una situazione assurda, proprio perché paradossalmente gli ordini ci sono, ma a questi ordini non si riesce a far fronte perché il manufatto finale ha un costo improponibile sul mercato.

Ordini ripresi

«Da qualche mese c’è stata una ripresa di ordinativi, ma gli spropositati aumenti del gas ci stanno mettendo in difficoltà, non riusciamo a far fronte alle commesse perché costa troppo tenere accesi i forni - continua - Abbiamo applicato un incremento del 10-15 per cento ma ovviamente non basta e oltre non si può andare perché il vetro rischia di andare fuori mercato. Questo va al di là delle nostre capacità imprenditoriali e non sappiamo che pesci pigliare. Non possiamo far altro che chiudere a fronte di questi prezzi e, purtroppo, generare cassaintegrazione».
Intanto le aziende restano in attesa dei ristori del Governo, pari a 5 milioni di euro, che sono stati stanziati l’anno scorso grazie a una coralità di appelli della classe politica e delle associazioni di categoria.

Rimborsi assenti

«Abbiamo contattato anche Invitalia perché ci sono aziende che aspettano centinaia di migliaia di euro di rimborsi ed è importante che arrivino presto - conclude Gambaro - nel frattempo, grazie all’intervento del Consorzio dell’energia, che si è dimostrato indispensabile per ottenere certi risultati, siamo riusciti ad avere la possibilità di sottoscrivere dei contratti per il gas, contratti annuali che sono obbligatori per lavorare ma che nessuno voleva farci in questo periodo di enorme incertezza». E se i rimborsi della Regione, pari a 3 milioni di euro, hanno aiutato le aziende a galleggiare, ora si attendono i fondi del Governo, che daranno un altro po’ di respiro alle aziende, ma solo per tamponare l’emergenza. E da settembre si farà la conta di chi riuscirà ad accendere i forni e per quanti mesi riuscirà a far fronte agli aumenti.

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