Multe in tempi record per la polizia con gli occhiali a infrarossi, ma è polemica per la tutela della privacy

La sperimentazione partirà a dicembre ad Arezzo e Lecce

Polizia, arrivano i super-occhiali a infrarossi per multe in tempi record
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Venerdì 18 Novembre 2022, 17:36

Super occhiali con telecamera a raggi infrarossi per leggere targhe e documenti, attestando eventuali irregolarità. Gli agenti della polizia municipale avranno presto un nuovo strumento per svolgere al meglio i propri compiti. La sperimentazione partirà a dicembre in due città, Lecce e Arezzo ma è già scoppiata la polemica per la tutela della privacy. 

I super occhiali con telecamera 

Gli occhiali che verranno forniti agli agenti sono "Lab Glasses" si tratta di un occhiale dotato di visore e di telecamere ad alta risoluzione ideato per riconoscere e leggere automaticamente i dati dei veicoli e i documenti degli utenti. «Grazie al software Urbano 2.0, integrato nel device abbinato al sistema, consentono l’accesso alle principali banche dati e l’acquisizione in tempo reale delle informazioni richieste che saranno impresse direttamente sul visore oculare» spiega il comandante della polizia municipale di Arezzo, Aldo Poponcini.

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Multe in tempo reale

Gli occhiali sono anche dotati di una stampante In questo modo dopo aver visualizzato i dati, in caso di multa, l'agente può procedere a stamparla immediatamente. Nelle future versioni, anticipano dalla Polizia, gli occhiali permetteranno di ottenere subito una notifica digitalizzata. 

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Il garante della Privacy 

A sollevare dubbi sullo strumento è stato il garante della privacy, che ha aperto un procedimento di istruttoria contro i comuni di Arezzo e Lecce. Nel dettaglio, il trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici con dispositivi video è ammesso se si tratta di un compito di interesse pubblico, ma la videosorveglianza richiede un accordo di sicurezza urbana tra Sindaco e Prefettura. 

Dalla polizia però fanno sapere che è tutto nella norma: «il kit presentato è in via di sperimentazione, siamo i primi in Italia, ma non ha nulla a che vedere con il riconoscimento facciale» specifica Paponcini «ci permette di accedere a banche dati alla quali già abbiamo accesso, ma con modalità di lavoro innovative. Ringrazio il garante per aver posto l'accento su questi aspetti della privacy, perché di fatto si tratta di questioni per le quali ancora non è presente una normativa".

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