Muore a 35 anni davanti agli amici in pizzeria: tutta la vallata piange il tecnico di Luxottica molto attivo nel volontariato

Martedì 28 Luglio 2020 di Raffaella Gabrieli
Addio a Alan Scussel, agordino morto improvvisamente a 35 anni
Voltago in lutto per l’improvvisa morte del 35enne Alan Scussel. Una quindicina di giorni di agonia, dopo un probabile aneurisma, e ieri l’addio all’ospedale di Belluno, nello strazio totale dei genitori Morena e Sandro, che perdono il loro unico figlio, nonché dei tanti amici e degli altrettanti membri del mondo del volontariato di Voltago di cui il tecnico Luxottica faceva parte. «Ho il cuore pieno di dolore - il commento dell’ex sindaco Bruno Zanvit - e penso che come me tutta la nostra piccola comunità che, in fondo in fondo, è un’unica famiglia». 

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Aneurisma


Risale a un paio di settimane fa l’uscita in pizzeria di Alan con un gruppo di amici, nel locale “da Silvio” di Agordo. L’uomo, a tavola, ad un certo punto ha dato segni di insofferenza, tant’è che i commensali hanno pensato a un boccone di traverso e hanno provato a praticare la tecnica di primo soccorso per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree. Nulla, la situazione peggiorava. Nel frattempo era già stato chiamato il 118. Scussel è stato portato d’urgenza all’ospedale di Belluno dove la tac non ha dato buoni risultati fin da subito, registrando un prolungato blocco dell’attività cerebrale. 

LE CAUSE
All’origine, potrebbe essere stato un aneurisma o un problema al cuore. Dopo il ricovero in terapia intensiva, domenica sera i sanitari hanno pronunciato il “verdetto” che mai i genitori, i parenti e i tanti amici avrebbero voluto sentire: Alan era morto. Oggi l’Usl procederà l’autopsia, come da prassi in questi casi, nell’ambito di un’indagine interna. Per la Procura non ci sono accertamenti da fare e la salma, dopo l’autopsia sarà a disposizione dei famigliari per i funerali che potrebbero essere giovedì.

IL PROFILO 
Alan Scussel era dipendente della Luxottica: allo stabilimento di Agordo lavorava all’ufficio tecnico. Da sempre molto attivo nel volontariato, in qualsiasi occasione ci fosse da dare una mano lui c’era. Lascia i genitori Sandro e Morena Renon, anch’essi dipendenti della multinazionale dell’occhiale. Ma lascia anche i tanti amici di sempre con cui ha iniziato a tirare i calci al pallone sul campo del paese e poi quelli conosciuti nel contesto di un’altra sua grande passione: la corsa. Faceva parte, infatti, della squadra del “Trofeo 16 Comuni” che ogni anno, migrando edizione dopo edizione tra i sedici comuni dell’Agordino, riunisce a sé centinaia di giovani del comprensorio.
 
IL RICORDO 
«L’ho visto di recente - ricorda l’ex sindaco Bruno Zanvit, titolare di un bar pizzeria - e abbiamo scambiato qualche parola. Come sempre era simpatico e cordiale. Quando ero sindaco mi ricordo bene la sua grande disponibilità a far tutto quello che servisse per la comunità: su Alan si poteva sempre contare. Non oso immaginare cosa stiano passando in questo momento i genitori, dopo aver perso quell’unico figlio che tanto amavano. Dovrò trovare il coraggio di andarli a trovare ma di certo non saprò trovare parole di cordoglio e speranza. Piuttosto, piangerò con loro».
  Ultimo aggiornamento: 10:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA