Morti in corsia, l'ex viceprimario Cazzaniga condannato all'ergastolo per 12 omicidi

Lunedì 27 Gennaio 2020
Morti in corsia, l'ex viceprimario Cazzaniga condannato all'ergastolo per 12 omicidi

Ergastolo per il dottor Morte. Leonardo Cazzaniga, ex viceprimario del pronto soccorso di Saronno (Varese), è stato condannato al carcere a vita per 12 omicidi. Lo ha deciso la Corte d'Assise del Tribunale di Busto Arsizio al termine di sette ore di Camera di Consiglio.

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«Pur nella acuta consapevolezza d'essere imputato di 14 omicidi volontari, quindi un demonio, un killer spietato, ribadisco di non aver mai agito come Lady Macbeth suggerì al consorte», ha dichiarato spontaneamente in aula Leonardo Cazzaniga prima delle sentenza. Il medico era accusato di avere ucciso pazienti in corsia e per persone della famiglia dell'ex amante. 

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«L'angelo della morte», così come si faceva chiamare nei corridoi del pronto soccorso. La Corte ha ritenuto fondate le tesi dell'accusa  secondo cui il medico avrebbe somministrato farmaci anestetici letali a dieci pazienti da lui trattati in ospedale tra il 2011 e il 2014, in una sorta di delirio di onnipotenza, così come a Luciano Guerra - suocero dell'ex amante, l'infermiera Laura Taroni - e al marito della donna, Massimo Guerra, dopo averlo persuaso di essere malato. Gli stessi giudici lo hanno assolto dalle accuse di omicidio per le morti di due pazienti in corsia e per quella della madre della Taroni, Maria Rita Clerici: delitto per il quale l'ex infermiera, che è stata processata con l'abbreviato, è già stata invece condannata in Appello a 30 anni. La donna è stata ritenuta anche colpevole, in concorso con Cazzaniga, per l'omicidio del marito (sulla cui sentenza ora si aprirà un procedimento in Cassazione, a causa di 13 pagine mancanti nella motivazione dei giudici meneghini), mentre è stata assolta per l'omicidio del suocero Luciano Guerra.

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Tra il medico e l'infermiera l'amore era sbocciato nei corridoi dell'ospedale del varesotto, una decina di anni fa, mentre Taroni era ancora sposata con Massimo Guerra. La donna ha detto di aver vissuto schiacciata tra le richieste di pratiche intime estreme del marito e il giudizio di sua madre, anche in riferimento a come stava crescendo i suoi due figli: così; quando la relazione con Cazzaniga si è fatta più seria, secondo l'accusa i due avrebbero deciso di «eliminare» in serie gli elementi «scomodi», ovvero Massimo Guerra, poi Maria Rita Clerici e infine Luciano Guerra.

Secondo i giudici della Corte d'Assise, però, la coppia avrebbe agito insieme solo per eliminare il marito della Taroni. Noto per il cosiddetto “protocollo Cazzaniga, un cocktail di farmaci di cui lui stesso parlava in corsia al Pronto Soccorso, l'ex viceprimario trattava i pazienti (quasi tutti gravati da patologie serie) con anestetici e sedativi somministrati in dosi fino a dieci volte superiori alla norma. Secondo la difesa del medico, lui mirava a «lenire le loro sofferenze», a limitarne agonia e dolore. Tesi ripetuta anche oggi dal medico, in dichiarazioni spontanee.

La Corte d'Assise di Busto Arsizio ha anche condannato a 2 anni e 6 mesi per favoreggiamento quattro dei cinque medici della commissione medica dell'ospedale di Saronno chiamata a valutare l'operato di Cazzaniga, su segnalazione di due infermieri. «Soddisfatti, ma nessun commento», ha dichiarato il procuratore Gianluigi Fontana. «Siamo curiosi di leggere nelle motivazioni come sia stata dimostrato il rapporto di causa ed effetto tra la somministrazione dei farmaci e la morte», ha dichiarato uno dei suoi avvocati, Ennio Buffoli. Leonardo Cazzaniga, per decisione della Corte d'Assise, dovrà pagare risarcimenti ai familiari delle vittime per quasi un milione di euro. 

Ultimo aggiornamento: 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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