Morta Paola Chinaglia, una delle prime donne imprenditrici d'Italia

Lunedì 17 Febbraio 2020 di Alessandro De Bon
Morta Paola Chinaglia, una delle prime donne imprenditrici d'Italia

Se ne è andata ieri mattina, nella sua casa, tra le sue cose e a un passo dai suoi cari. Paola Chinaglia Perale ha chiuso gli occhi e lasciato riposare il respiro in un attimo di silenzio, ora eterno, alzandosi come ogni mattina, l’ultima. Paola Chinaglia è stata donna, imprenditrice, Cavaliere della Repubblica, moglie, mamma, nonna e bisnonna in una vita lunga novant’anni sfiorati. Li avrebbe compiuti il prossimo 3 marzo, in una festa il cui unico ingrediente indispensabile, per tutti, era “esserci”. Ma ancora una volta, fino all’ultimo, Paola ha fatto di testa sua. Quella di Paola Chinaglia è stata un’esistenza ricamata sugli uomini della sua vita, Dino e Agostino, e dedicata alla sua gioia infinita: i figli, i nipoti e i pronipoti.

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Primogenita di Luisa Sartori e Dino Chinaglia, fondatore della Chinaglia Elettrocostruzioni, alla scomparsa del papà a inizio anni ‘60, Paola si ritrovò sulle spalle appena trentenne, affiancata dalla sorella Laura, l’azienda di famiglia con centinaia dipendenti. Per anni, diventando una delle prime donne imprenditrici d’Italia, diresse uno stabilimento che è memoria della città e di moltissimi bellunesi e operai che passarono da lì, dalla Chinaglia. Ma Paola Chinaglia era anche, o forse soprattutto, moglie, mamma e nonna.

Moglie dell’amato Agostino, l’avvocato Perale, volto conosciuto e stimato della città, protagonista del Foro e della cultura, assessore e accademico della cucina italiana, fondatore del Lions club e presidente dell’ACI. Per lei Agostino era luce e orgoglio e la sua scomparsa, nel 2001, segnò profondamente cuore e sorriso. Sorriso che non spense però mai per i figli e per i nipoti. Per Chiara, Lucia, Stefano ed Elena.

E poi per Francesco, Daniela, Alessandro, Giovanni, Carlo, Tommaso, Marco, Nicola, Pietro, Matteo, Ester e Paolo. E di nuovo, in un altro giro di valzer della vita, per Pietro, Anna, Giorgio, Matilde, Tobia e Gabriele. Per loro era semplicemente la nonna, o nonnabis. La nonna della casa di Cusighe, dove ha trascorso vicino a chi le voleva bene l’ultimo atto della sua splendida vita, una volta lasciata la tanto amata quanto faticosa casa del centro, sopra la Farmacia Perale.

A Cusighe, tra il glicine, i suoi fiori, la radio sempre accesa e i quotidiani letti ogni santo giorno, Paola Chinaglia era semplicemente mamma, nonna e bisnonna, ritrovando l’amore coltivato in una vita e l’aiuto prezioso di un pacifico esercito dell’est, la sua “compagnia”, di cui Maria e Tatiana sono state solo le ultime pazienti testimoni. Ed è lì, in un angolo silenzioso della sua Belluno, con lo sguardo rivolto al suo Nevegal e senza che passasse un solo giorno senza l’abbraccio di un figlio e il sorriso di un nipote, che Paola se ne è andata ieri mattina. Una mattina di quasi primavera. Le esequie avranno luogo venerdì 21 febbraio alle ore 15.15 nella Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano da dove proseguiranno per il cimitero Urbano di Prade.

Ultimo aggiornamento: 23:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA