Monza, violenta per anni le figlie dell'amante. La madre le costringeva al silenzio: «Non dite niente e vi faccio un regalo»

Arrestato un uomo di 70 anni. La madre delle due bimbe faceva da tramite. A lei aveva inviato un video a sfondo sessuale chiedendole di farlo vedere a una delle figlie

Monza, violenta per anni le figlie dell'amante. La madre le costringeva al silenzio: «Non dite niente e vi faccio un regalo»
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Sabato 5 Novembre 2022, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 17:26

Ha violentato quando erano ancora ragazzine le due figlie della sua amante. Violenze continuate per cinque anni, dal 2015 al 2020. Un uomo di 70 anni della provincia di Monza è stato arrestato dagli agenti della squadra Mobile di Monza. È stata una di loro, che ha iniziato a drogarsi e ha pensato al suicidio, a raccontare per prima cosa era successo a un medico dell'ospedale di Monza dove era ricoverata. Al dottore ha parlato del «peso» che si portava dietro, di «una cosa vergognosa e grave che non aveva mai detto a nessuno», ovvero che a 11 anni era stata abusata insieme alla sorella, nella sua stessa casa, dall'uomo della mamma.

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La madre faceva da tramite

I sanitari hanno avvisato la Procura di Monza che ha sentito le due ragazze. Una ha confermato tutto, nonostante la madre abbia cercato di farla ritrattare dicendole che le conveniva e che le avrebbe fatto un regalo.  Ha anche raccontato che l'uomo le aveva inviato un video in cui si masturbava e le aveva chiesto in cambio sue foto intime. L'altra sorella ha cercato di negare anche se le indagini hanno accertato gli abusi. La Procura ha affidato le indagini alla squadra Mobile che ha identificato il settantenne. La sua casa è stata perquisita e sono stati sequestrati computer e telefonino, che hanno rivelato non solo tracce della frequentazione con le ragazze ma anche che a volte a fare da tramite era la madre. A lei aveva, ad esempio, inviato un video a sfondo sessuale chiedendole di farlo vedere a una delle figlie. La Procura ha quindi chiesto al Gip la custodia in carcere e il giudice l'ha disposta anche in considerazione del pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. 

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