MONDRAGONE

Mondragone, molotov contro i bulgari. Esercito schierato in città

Venerdì 26 Giugno 2020
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Mondragone, bomba molotov contro il furgone di un bulgaro nella zona rossa, esercito schierato

In piena notte il furgoncino di un bulgaro che abita nelle palazzine ex Cirio, a Mondragone, brucia. Il fuoco è stato appiccato probabilmente con una bottiglia incendiaria. È solo la coda di tensioni e violenze scoppiate nel nuovo focolaio di Covid-19 della Campania. In giornata la tensione cala, i bulgari (di etnia rom, come precisa una funzionaria dell'ambasciata giunta nel centro casertano) si rinchiudono nei cinque palazzi di 10 piani, dove vivono ammassati, rabboniti dagli alimenti che arrivano dalla Protezione civile, e le forze dell'ordine prendono il controllo della situazione.

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Nel pomeriggio una decina di arrabbiati si presentano all'ingresso della zona rossa, lato Statale Domiziana, presidiato da Polizia e militari, ma è solo per uno sfogo, e poi vanno via. La zona rossa non è proprio ermetica, e spese e borse passano sotto i cordoni di sbarramento, i militari sono ancora pochi, e a fare fronte sono fino a mezzanotte la Polizia Municipale e gli agenti del Commissariato, ma fonti della Asl fanno sapere che i tamponi eseguiti, 743, rivelano quasi esclusivamente portatori asintomatici e che non c'è nessun caso grave. Cento i testi sierologici eseguiti finora, con risultati non ancora noti. Mentre i residenti si dividono sull'abbattimento dei cinque palazzoni da 10 piani della ex Cirio, realizzati a fine annì 70 per il sogno svanito del «Parco Florida» o sulla loro riqualificazione, la polemica si infiamma tra i politici, in piena campagna elettorale per le regionali. 

Mondragone, ira dei braccianti bulgari. E arriva l'Esercito

Il neo-consigliere della Lega Giampiero Zinzi presidia il varco della zona rossa con l' ex sindaco Giovanni Schiappa ed i consiglieri del centrodestra, ed accusa il presidente della Giunta campana Vincenzo De Luca, di aver ignorato una sua interrogazione del 13 marzo, nella quale lanciava l'allarme e chiedeva tamponi. L'ex sindaco Schiappa ricorda la sua ordinanza di sgombero dei palazzi ex Cirio, nel 2015, non eseguita per la mancata concessione della forza pubblica. De Luca, sotto tiro dell'opposizione da giorni replica chiamando in causa le forze dell'ordine per il rispetto dell'ordinanza ed annuncia che a Mondragone sarà fatto quanto è stato fatto per gli altri focolai della Campania, cioè quarantena e tamponi di massa.

Per lunedì, poi, è previsto l'arrivo del leader della Lega Matteo Salvini, attaccato dal consigliere regionale di maggioranza Giovanni Zannini: «Il caz... sarà nei prossimi giorni a Mondragone, lui che dovrebbe stare ancora a contare i morti in Lombardia vuole venire a spiegare a noi come si combatte il covid? Se ne andasse». Replica Salvini: «Il clan De Luca mi insulta di nuovo, questa volta per il caos di Mondragone. Lunedì sarò sul posto, alla faccia della sinistra che dice di non volermi, per toccare con mano l'ennesimo disastro del Pd in Campania». Il resto se lo dicono le seconde linee di centrodestra e centrosinistra a colpi di dichiarazioni roventi. L' ex consigliere comunale Girolamo Di Lorenzo ricorda la grande occasione perduta di Mondragone, perla di un litorale di mare e pineta estesi per chilometri. «Negli anni '80 ci hanno mandato i terremotati, poi ondate di immigrati, ed ora che c' era qualche speranza di rilancio per la stagione estiva, è arrivato il focolaio di Covid-19». ​​
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 20:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA