Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Minacce in stile mafioso ad un dirigente del Parco Nazionale d'Abruzzo

La macabra esposizione appesa alla recinzione del Centro visita del Parco (foto pubblicata da PNALM)
di Remo Sabatini
2 Minuti di Lettura
Martedì 2 Aprile 2019, 20:49

La scoperta è di ieri mattina ed ha lasciato tutti drammaticamente sorpresi.
Una testa di agnello, ancora sanguinante ed un cartello con minacce in stile mafioso, sono stati trovati appesi lungo la recinzione d'ingresso del Centro Natura di Pescasseroli, sede degli uffici del PNALM (Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise).
A fare la macabra scoperta, alcune dipendenti del Parco mentre si accingevano ad aprire il Centro.
Immediatemente allertati i carabinieri e le autorità dell'Ente, sono immediatamente iniziate le indagini per scoprire l'autore, o gli autori, della pesante intimidazione.
La testa dell'agnello e, soprattutto quel cartello che recita: "Gennai, pezzo di ..... tornatene a Siena dai tuoi figli o va a finire che noi demoliamo te!" lasciano ben poco spazio all'imaginazione ed anzi, accentuano la gravità di un fatto mai registrato nei confronti del Parco.

Andrea Gennai è il responsabile del servizio tecnico dell'Ente Parco e, da ieri, non si contano gli attestati di solidarietà e vicinanza espressi nei suoi confronti.
"E' un episodio gravissimo, ha dichiarato al nostro giornale il presidente del Parco Antonio Carrara. Un fatto mai accaduto prima che, però, non ci deve intimidire. Un atto che colpisce il Parco e le attività di controllo e repressione di abusi che si stanno realizzando e che, evidentemente, disturbano gli interessi di qualcuno. Quello di ieri, ha proseguito Carrara, è un gesto che delinea tratti tipicamente mafiosi. Quella testa sanguinante e quelle pesanti minacce sono a dimostrarlo. Siamo vicini al nostro Andrea che compie il suo lavoro di concerto con l'Ente. Fatti di questo tipo non fanno altro che rafforzare la nostra azione di tutela del territorio."
Le indagini dei carabinieri sono in pieno svolgimento. Si spera di riuscire a fare piena luce sull'accaduto il più presto possibile.
"Mi auguro, ha concluso Carrara, che le forze dell'ordine possano accertare il tutto e perseguire i responsabili di questo ignobile gesto. Se qualcuno pensa che si possa minacciare uno di noi, ha sbagliato i suoi conti. Continueremo, come sempre, con le nostre consuete attività. Siamo tutti Andrea."
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA