Milano, l'ex assessore Massari accusato di violenza sessuale: verso il processo con rito abbreviato

Domenica 5 Luglio 2020
Paolo Massari

Dal 14 giugno Paolo Massari, giornalista ed ex assessore all’Ambiente del comune di Milano, è in una cella di San Vittore con l’accusa di violenza sessuale. E per lui si profila un processo con rito abbreviato: senza dibattimento, con decisione del giudice basata esclusivamente sugli atti del fascicolo e sconto di un terzo della pena.

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ARRESTO CONVALIDATO - Massari, secondo la ricostruzione dei magistrati, avrebbe picchiato e violentato una sua amica ed ex compagna del liceo. Nell’interrogatorio di garanzia il giornalista ha riferito al gip che nella notte tra sabato e domenica di metà giugno fra lui e la donna ci sarebbe stato un rapporto consensuale. La versione dell’uomo però non ha convinto il giudice che ha convalidato il suo arresto per violenza sessuale. Gli elementi raccolti dalla polizia e la deposizione della donna, infatti, racconterebbero un’altra storia. La vittima, 56 anni, imprenditrice, aveva accettato l’invito da parte dell’amico di 54 anni. Dopo un aperitivo, e con la prospettiva di proseguire la serata al ristorante, Massari le avrebbe proposto di passare da casa per lasciare lo scooter e i caschi nel box e prendere l’auto.

Una volta nel garage però la situazione sarebbe precipitata: la donna ha messo a verbale di esse stata aggredita, picchiata e immobilizzata. Dopo lo stupro è riuscita a fuggire in strada ed è stata soccorsa attorno alle 21.45 dalle volanti della polizia. Era nuda, con addosso solo qualche brandello di vestiti strappati, piangeva disperata e chiedeva aiuto. È stata portata sanguinante alla clinica Mangiagalli, dove i medici hanno accertato la violenza subita. Diversi testimoni l’hanno vista correre e urlare in strada, mentre la scientifica ha trovato numerose tracce di sangue della donna nell’appartamento di Massari.

LA LETTERA - Il giornalista è stato «sospeso cautelativamente» da Mediaset e dall’Albo dei giornalisti, la madre dei suoi due figli si è affidata all’avvocato Annamaria Bernardini de Pace per «tutelare la salute psicofisica» dei due minorenni. «È veramente scandaloso e insopportabile che ci sia un processo mediatico, privo di garanzie e di obiettività. Ma soprattutto privo di contraddittorio», afferma il legale in una lettera rivolta ai media. «Tutte queste ipotetiche vittime che spuntano da dovunque, ben nascoste da cappelli e mascherine, invece di compiacersi in tv dell’orrore che dicono di aver subito - scrive - avrebbero dovuto e dovrebbero servirsi degli strumenti corretti, al momento giusto». A nome «di questi due ragazzini adolescenti che leggono, ascoltano, vedono, capiscono e piangono - aggiunge - chiedo per cortesia il silenzio su qualsiasi argomento relativo a questo papà, a meno che non sia contenuto in un provvedimento giudiziario». I ragazzi, è la sua conclusione, «meritano protezione e rispetto, da tutti noi adulti, in questo terribile momento della loro vita».

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