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Migranti, velisti tunisini 17enni rubano due barche e salpano: arrivati a Pantelleria

Mercoledì 25 Settembre 2019
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Migranti, velisti tunisini 17enni rubano due barche e salpano: arrivati a Pantelleria

Riescono ad intrufolarsi all'interno di un club nautico, rubare due barche a vela e poi arrivare a Pantelleria in Sicilia. I protagonisti di questa singolare traversata sono due diciassettenni campioni di vela tunisini, le cui gesta sono state rese note ai media dal responsabile del club di sport nautici di Kelibia - una città costiera della Tunisia - Ahmed Msalmani, che ha annunciato che due giovani hanno rubato delle barche a vela e attraversato il Mediterraneo per raggiungere illegalmente l'Italia.

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«Si tratta di due giovani campioni locali di vela che hanno approfittato dell'assenza del responsabile del club, e hanno navigato a bordo dei delle due imbarcazioni a vela rubate dopo essere usciti dal liceo. I due, entrambi diciassettenni, sono riusciti a raggiungere l'isola di Pantelleria da cui hanno contattato i loro famigliari per rassicurarli sul fatto che fossero sani e salvi. Non si sa se trattasi di bravata oppure no».
 


Nel frattempo, la procura di Agrigento ha disposto il dissequestro della Sea Watch 3 scattato dopo l'ingresso senza autorizzazione nel porto di Lampedusa da parte della comandante Carola Rackete lo scorso 29 giugno. Ma la nave non tornerà per il momento in mare: il 2 settembre scorso è stato notificato il sequestro cautelare amministrativo assieme ad una sanzione da 16.666 euro per Rackete e la Ong. Lo rende noto la stessa Sea Watch sottolineando che se la misura sarà confermata dal prefetto la nave verrà confiscata in via definitiva.

«Il sequestro cautelare amministrativo è palesemente illegittimo alla luce dello stesso decreto sicurezza bis nella sua prima versione, un oltraggio all'intelligenza» dice l'avvocato di Sea Watch Alessandro Gamberini. Il decreto, aggiunge la portavoce Giorgia Linardi, «calpesta il dovere di un comandante di portare in salvo i migranti e colpisce la dignità di un paese che oggi considera una nave che salva vite come una minaccia alla sicurezza e all'ordine pubblico»

 

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