Mauro Pamiro, il prof morto nel cantiere. «Indagate sulla moglie»

Crema, dopo 19 mesi il gip respinge l’archiviazione: Pamiro non si suicidò

Mauro Pamiro, il prof morto nel cantiere. «Indagate sulla moglie»
di Claudia Guasco
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Martedì 11 Gennaio 2022, 07:11

Mauro Pamiro, 44 anni, professore di informatica molto amato dai suoi studenti e appassionato di musica, è stato trovato morto in un cantiere a giugno del 2020. È precipitato dal tetto di un edificio in costruzione a Crema, a poche centinaia di metri da casa. Suicidio, è stata la conclusione della Procura di Cremona. Possibile omicidio, riapre ora il caso il gip Giulia Masci, che respinge la richiesta di archiviazione, chiede di chiarire le numerose incongruenze e soprattutto di approfondire il ruolo della moglie Debora Stella, indagata per omicidio finora come «atto dovuto».
LA CONFESSIONE
I rapporti nella coppia erano tormentati, ma il papà Franco Pamiro non ha mai pensato neppure per un attimo che il figlio fosse così disperato da togliersi la vita.

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«Aveva tanti progetti, con un amico stava preparando l'uscita di un nuovo cd», racconta. Con l'avvocato Gianluigi Tizzoni e il perito Luca Scarselli, l'ingegnere che si è occupato del caso di David Rossi, ha messo in fila tutto quello che non tornava nella morte di Mauro e ora il gip gli dà ragione. Nel provvedimento il giudice chiede approfondimenti sulla confessione della donna, che prima ammette e poi nega. «L'ho ucciso per difendermi con una legnata in testa dopo che lui se n'è andato sbattendo la porta e dicendomi che non l'avrei più rivisto. Ho chiamato due amici per pulire il sangue», riferisce. Dopo due settimane di ricovero in reparto psichiatrico, Debora ritratta tutto. «Alla luce delle spontanee dichiarazioni rese nell'immediatezza del rinvenimento del cadavere del marito - scrive il gip - e al fine di valutare compiutamente lo stato psichico dell'indagata definita più volte dagli operanti come instabile e con comportamenti denotanti una problematica psichiatrica, appare opportuno acquisire il video registrato dalla squadra mobile nell'abitazione della Stella avente a oggetto le dichiarazioni di quest'ultima e i tabulati telefonici dei coniugi». Debora ha parlato con qualcuno la sera in cui Mauro è morto? Non solo.

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Tre giorni prima che Pamiro venisse trovato senza vita dai muratori, l'amico Marco riceve un suo messaggio: «Ho capito cosa devo fare, spero. Ci vediamo nell'altro mondo. Che amore assurdo». Per il pm di Cremona era la dichiarazione di addio del professore prima di farla finita. «Ma quella frase è stata spedita dal telefono della moglie e l'ha scritta lei, mi ha spiegato che è una canzone di Morgan», smentisce l'amico. Nuove verifiche vengono chieste anche sulla ricostruzione della caduta. «Intanto, ci sembra molto difficile che il professore, affetto da una forma di distrofia muscolare, si sia potuto arrampicare così agevolmente - riflette l'avvocato Tizzoni -. Inoltre c'è un'incompatibilità dell'ipotesi del suicidio con la tegola ritrovata accanto a Pamiro, che aveva un foro nel centro della testa». La tegola non sarebbe stata posizionata verticalmente per effetto della caduta del corpo, «dunque doveva conseguentemente essere stata impugnata da un'altra persona». Per questo, come sollecita la difesa, sarebbero utili «nuovi prelievi per verificare la presenza di estranei che abbiano potuto maneggiare la tegola per colpirlo». Il giudice accoglie la richiesta e chiede «accertamenti tecnici volti a escludere eventuali tracce biologiche di terzi», dato che l'esame del dna non è mai stato effettuato. Mentre la casa e l'auto di Debora saranno analizzate con il luminol.
 

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