Marmolada, Alessandra ricorda gli attimi prima della morte del compagno: «Mi ha fatto da scudo. Sono viva grazie a lui»

Ricordi e particolari tornano nella mente di Alessandra che ora vuole gridare a tutti che uomo speciale fosse il suo Tommaso

Marmolada, Alessandra e il ricordo degli attimi prima della morte del compagno: «Mi ha fatto da scudo. Sono viva grazie a lui»
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Domenica 10 Luglio 2022, 14:01 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 09:04

Sono undici le vittime accertate della tragedia della Marmolada dello scorso 3 luglio e nulla fa pensare che sotto la massa di ghiaccio e pietre che ha travolto le cordate vi siano altre persone. I parenti e i sopravvissuti non smettono di pensare alle vittime. Anche Alessandra De Camilli è una sopravvissuta alla valanga ma sotto la slavina di ghiaccio ha perso il suo compagno Tommaso Carollo. E dal letto d'ospedale di Trento in cui è ricoverata non smette di pensare a quell'uomo che amava immensamente. 

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«Ora che affiora qualche ricordo e qualche particolare in più — ha scritto la donna su Facebook —, posso ragionevolmente pensare che, se sono viva è, forse, grazie a te. Tutti devono sapere che persona onesta, seria, corretta ed altruista fossi. Con te mi sentivo sempre al sicuro».

Ha ripercorso con la mente quegli attimi la donna.  «Mi ha fatto da scudo» De Camilli, ha raccontato anche gli ultimi attimi di vita del suo compagno in un’intervista all’emittente TvA Vicenza. «L’ultimo ricordo che ho è lui che mi ha detto `via´ e questo braccio, visto che non c’erano rocce per ripararci, era un punto scoperto, ho quasi l’idea che mi abbia buttato per terra e mi abbia fatto da scudo lui».

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Cosa ha detto

La voce è strozzata dalle lacrime. «Abbiamo sentito questo rumore sordo,  poi abbiamo visto, è stata una cosa di un attimo, pietre, pezzi di ghiaccio, di neve che rotolavano giù. Quando mi hanno risvegliata c’erano i soccorritori, a un metro e mezzo da me c’era il caschetto di Tommaso ma c’era solo il caschetto, lui non c’era più».

Non riesce a darsi pace la 51enne. «Eravamo a mezzo metro uno dall’altra, sinceramente non riesco neanche a capire perché io sono qua e lui no». Erano vicini al rifugio sulle Dolomiti ed erano felici Alessandra e Tommaso, ma la valanga ha spezzato tutto. «Avevamo tanti progetti, andava tutto bene, lui era tanto felice. Non è stata colpa di una nostra disattenzione, ma di un destino brutto. Amava tantissimo la natura in generale, ma soprattutto la montagna. Un giorno mi ha detto che se pensava al Paradiso pensava di essere in cima alla Marmolada; quindi nel male penso, forse, è stato il posto dove comunque avrebbe voluto essere». 

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