Marco, morto a 11 anni nell'incendio appiccato dal padre. La mamma: «Nessuno mi ha aiutata»

Sabato 24 Novembre 2018 di Simone Pierini
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Marco, morto a 11 anni nell'incendio appiccato dal padre. La mamma: «Nessuno mi ha aiutata»

«Ho fatto di tutto per difenderli, ma non mi hanno aiutato». Sotto choc Silvia Fojticova, 39 anni, la mamma di Marco Zani, il bimbo di 11 morto nella sua casa di Sabbioneta (Mantova) nell'incendio appiccato dal padre Gianfranco Zani, artigiano di 53 anni. «Quel giorno stavo rientrando a casa dopo aver accompagnato il più grande dei figli all'oratorio, Marco aveva deciso di rimanere a casa perché voleva giocare con la Playstation. Non si è neanche accorto di quello che è successo». L'uomo, dal carcere, minaccia il suicidio

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L'uomo è stato trasferito nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Cremona. Zani era rinchiuso da giovedì notte nel carcere di Cremona dopo essere stato bloccato a Casalmaggiore e ieri pomeriggio avrebbe manifestato intenzioni suicide tanto da predisporne il trasferimento in ospedale. Intanto, non è ancora stata fissata la data dell'interrogatorio da parte del gip di Cremona di Gianfranco Zani, difeso dall'avvocato Fabrizio Vappina di Cremona. Oggi il magistrato di Mantova dovrebbe affidare l'incarico per l'autopsia sul corpo del bambino. 
 

 

Finora ha fatto scena muta davanti agli agenti della Polstrada di Casalmaggiore, che lo avevano fermato mentre fuggiva dal luogo dell'incendio, e ai carabinieri di Mantova che conducono le indagini. Da lui nemmeno una parola sul perché del gesto. Non ha voluto chiarire nemmeno se sapesse o meno che all'interno della abitazione, una villetta a schiera nella frazione Pontererra, nel momento in cui ha appiccato l'incendio vi fossero due dei tre figli, Marco, 11 anni, che è morto, e il più piccolo, Fabio di 4 anni. Il più grande, Alex di 17 anni, era all'oratorio dove l'aveva accompagnato la madre. Ed era stata proprio la donna, di rientro dall'oratorio, a salvare dalle fiamme e dal fumo il più piccolo. Ora si trovano tutti ricoverati all'ospedale Oglio Po di Casalmaggiore. Le loro condizioni non destano preoccupazioni, ma sono ancora sotto shock. In ospedale rimarranno ancora alcuni giorni, poi si deciderà se farli tornare a casa o affidarli ad una struttura protetta.

Zani era un padre e marito violento che non accettava la fine del rapporto con la moglie. In agosto aveva picchiato il figlio più grande finito all'ospedale e a settembre la goccia che aveva fatto traboccare il vaso con moglie e figli tutti costretti a ricorrere alle cure dei medici. Il gip di Mantova aveva quindi emesso un provvedimento di divieto ad avvicinarsi alla casa, notificatogli appena 4 giorni fa, respingendo però la richiesta di una misura più severa fatta dalla Procura di Mantova. È stato a quel punto che il Comune di Sabbioneta, che seguiva quella famiglia problematica, ha ospitato la donna e i tre figli in una casa famiglia, da cui erano usciti solo due giorni prima per far ritorno a casa e consentire a Marco di riprendere la scuola a Casalmaggiore, dove frequentava le medie. E oggi nell'istituto tutti, insegnanti e studenti, erano increduli per quanto successo. Subito è stata coinvolta la psicologa della scuola per spiegare ai ragazzi, con la dovuta cautela, quanto era successo.

Ultimo aggiornamento: 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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