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Luca Zaia: «Lettera ai guariti per i prelievi di sangue». In Veneto tornano a crescere i positivi

Luca Zaia: «Sulle riaperture incertezza paurosa». In Veneto tornano a crescere i positivi
6 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Maggio 2020, 14:07 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 10:46

«Sulle ulteriori aperture della Fase2 non c'è programmazione. Se il governo dicesse che si apre il 18 maggio tutti accenderebbero i motori. Ma la sera prima del 18 potrebbe presentarsi il premier Conte e fare un Dpcm che chiude  altre due settimane. Siamo in un'area di incertezza paurosa».  È il duro j'accuse lanciato oggi dal presidente del Veneto Luca Zaia, nel corso del punto stampa.

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Veneto, aumentano i nuovi positivi

Crescono i casi di nuovi positivi al Coronavirus in Veneto, +42, e aumentano anche le vittime, 4 in più da ieri sera, ma senza nuove impennate della curva del contagio. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia sale a 18.618, quello dei morti (tra ospedali e case di riposo) a 1.627. Prosegue anche la discesa nei ricoveri, sia nelle terapie intensive, che nei normali reparti Covid, mentre il numero dei malati attuali ammonta a 6.187. I negativizzati virologici sono 10.804.
 




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«Rispetto gli uomini di scienza ma è difficile pensare che un'azienda con mille dipendenti lavora da settimane e un negoziante che vende magliette in 40 metri quadrati non può, a meno che non si dica che alcune attività vengono considerate più strategiche di altre, ma vedere bistrattare artigiani e negozianti non lo trovo giusto. Il governo se c'è batta un colpo. Io sono chiamato a difendere i miei cittadini e sappiano che se i dati peggiorano o non si rispettano le regole si chiude tutto», aggiunge Zaia.
 
 
 
«Se avessi avuto l'autonomia avrei aperto anch'io subito, e non per irresponsabilità. Ricordo che ho fatto ordinanze per chiudere tutto a suo tempo, dolorose, come quella del Carnevale di Venezia», risponde Zaia a chi gli chiedeva della decisione della Provincia di Bolzano di andare a nuove riaperture già  da oggi. «Il primo giugno è una data troppo in là, e il rischio zero c'era ieri, c'è oggi, ci sarà, domani, ed anche il primo giugno, fino a che non sparità il virus. Quindi, se il governo ci dà l'autonomia sulle riaperture noi ci prendiamo la responsabilità. Ma senza un nuovo Dpcm non possiamo prendere queste decisioni ».

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Zaia: lettera ai guariti per il prelievo di sangue. «Sui test sierologici la sperimentazione sta andando avanti, è partito uno studio multicentrico con l'azienda ospedaliera di Padova e il San Matteo di Pavia. Verrà inviata una lettera a tutti coloro che sono guariti dal Coronavirus per il prelievo del sangue». Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia. «Dev'essere poi fatta un'analisi - ha precisato Zaia - della qualità della risposta anticorpale, perché sotto una certa soglia il sangue non serve. Si chiede a tutti la disponibilità per costituire questa banca del sangue, abbiamo già delle emoteche piene di sangue già raccolto, però vogliamo farlo a tappeto per essere pronti per le cure. Abbiamo uno dei tre laboratori nazionali abilitati per lavorare sangue: lavorano col virus vivo e riescono a processare 10 sacche al giorno, e aumenteremo i turni. Facciamo un magazzino, perché non vogliamo trovarci a settembre che tutto funziona e manca la materia prima», ha concluso.

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Zaia sulle aperture. «Io le aperture le faccio , ma solo nella legalità, perchè se poi la mia ordinanza viene impugnata, nei guai ci finiscono i cittadini che sono costretti a pagare le multe», assicura il presidente del Veneto. «Penso che la decisione dell'Alto Adige sia in linea con il processo autonomista. Penso che possa rappresentare anche il cavallo di troia per il Governo, cioè per cominciare a dire che tornare indietro è impossibile. Forse varrebbe la pena - ha aggiunto Zaia - cominciare a dire 'ma perché non deleghiamo le Regioni, e chiedere alle Regioni che ci presentino un piano per la riapertura, ogni Regione, e casomai discutiamo sul loro piano?'. Lo dico perché noi non siamo autonomi, questo già sarebbe un passo in avanti. Se pensi di fare un Dpcm valido per tutti finisci che prima o dopo qualcuno va per conto suo. Ho letto che la Puglia sta pensando di far qualcosa, le Marche o quant'altro. A oggi provvedimenti 'solidì non ci sono però si sappia - ha concluso - che tutti stiamo leggendo tanto in queste ore».

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I tamponi. «Ho deciso io, contro la legge, di far fare i tamponi a tappeto a Vò. Non c'era nessun piano regionale o nazionale, ma significava accendere la luce in una stanza buia, e mi hanno attaccato anche insinuando il danno erariale». Lo ha sottolineato oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadendo che «chi dice che io non ho deciso i tamponi a Vò dice una bugia».
«Il 21 febbraio si scoprono i primi due contagiati, alle 18.00 eravamo già con la task force riunita a Padova, avevamo già fatto il piano il 31 gennaio per l'emergenza Coronavirus con il tema dei tamponi, dell'isolamento e tutto il resto. In serata si è riunito il 'tavolo di guerrà».

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Il voto. «Se non ci vuoi far votare allora si sospende la democrazia. E faccio appello anche al Capo dello Stato perchè sarebbe un bruttissimo segnale, anche a livello internazionale». Così il governatore del Veneto Luca Zaia è tornato sulla data delle prossime elezioni regionali nel corso della conferenza stampa. «La sicurezza, il rischio zero,  non ce l'avremo mai fino a quando il virus non sparisce - ha sottolineato - e anche se ci fosse il rischio 0,  basta un positivo che entra in un'azienda o in una casa di riposo e riparte la diffusione, e ricordo che ci sono  anche gli asintomatici, e ci ritroviamo un mega contagio. Quindi dobbiamo conviverci», ha spiegato.

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