LUCA ZAIA

Luca Zaia: «Covid è una candela che si sta spegnendo». E il Veneto prepara una nuova ordinanza

Martedì 2 Giugno 2020
Luca Zaia: «Covid è una candela che si sta spegnendo». E il Veneto prepara una nuova ordinanza

Luca Zaia, il governatore del Veneto, spinge ancora sull'acceleratore. «Chiedo alle Regioni una presa di posizione sul trasporto pubblico locale - dice il presidente del Veneto annunciando l'imminente arrivo di una noova ordinanza regionale - bisogna tornare alla capienza originaria». Sulla mobilità «siamo convinti che se in automobile si gira in quattro o cinque con la mascherina, se non sei convivente, al ristorante idem nei mezzi pubblici bisogna tornare alle capienze originarie». «È inutile vivere di romanticismo su queste cose - ha sottolineato - perché treni non ce ne sono a sufficienza per il fabbisogno richiesto e così vale per tutto il trasporto pubblico».

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«Dal punto di vista clinico» il Covid-19 «è come una candela che si sta spegnendo, nel senso che abbiamo ormai in terapia intensiva, in Veneto, 6 pazienti coronavirus in questo momento (lunedì 1 giugno). Ne avevo centinaia settimane fa. Dal punto di vista dei ricoveri penso di avere 200 pazienti coronavirus positivi ancora residuali in tutto il Veneto. Ci sono state giornate con anche 2000 persone in terapia intensiva», dice in un'intervista al quotidiano online "L'Occidentale". «È un virus che si sta spegnendo - afferma Zaia -. La curva in Veneto sta scendendo dal 10 di aprile. Zangrillo aprirà un grande dibattito tra gli scienziati, ma a questo siamo abituati. Io penso che» sulle sue parole «ci sia un fondo di verità, ma non ho strumenti scientifici per dirlo». 
 

E ancora: «Stiamo preparando un'altra ordinanza per la prossima settimana per risolvere la partita dei bambini da 0 a 3 anni per i centri estivi - ha detto Zaia - e quindi dell'accoglienza e l'accudire questi piccoli». «Questi bambini sono nel limbo - ha rilevato Zaia -, la Regione del Veneto ha approvato le linee guida ma ad oggi il Governo non ci ha dato alcuna approvazione». 

«I ricoverati sono 375, meno sette rispetto a ieri, di cui 103 positivi», afferma il governatore nel consueto punto stampa, che aggiunge: «Ventisette nelle terapie intensive, cinque dei quali positivi - continua - i dimessi sono 3.388 ossia più otto. I morti sono 1.921, più tre rispetto a ieri». «I tamponi sono 689.285mila, 12.200 in più di ieri - continua - 19.162 positivi più otto» rispetto a ieri. «In isolamento ci sono 1.311 in isolamento, ieri ne sono uscite 283 persone», conclude. 

«Io credo che se anche l'Austria farà queste scelte saranno poi surclassate dai cittadini: sono fratelli per noi, non capisco come possano non avere rapporti con una comunità che è un unicum per loro», continua Zaia rispondendo a una domanda sulla posizione dell'Austria rispetto all'apertura verso l'Italia. «Alla fine - ha continuato - anche i greci diranno che si sono sbagliati». In ogni caso su queste vicende, ricorda Zaia, «c'è un ministro degli Esteri» e «la competenza non è nostra».

«Noi abbiamo perso 65.000 posti di lavoro, dei quali almeno 35.000 nel turismo. Però io spero che si riesca a recuperarli tutti. Il mondo non si ferma, la vita non si ferma. Io sono sempre ottimista». Lo dice Luca Zaia, governatore del Veneto, in un'intervista al quotidiano online 'L'Occidentalè. Quanto alle proteste dei giorni scorsi, «penso che le proteste di chi chiede di lavorare, se rispettose del divieto di assembramento, se rispettose della libertà altrui, se rispettose delle regole di sanità pubblica - osserva Zaia -, sono assolutamente da comprendere. Sto parlando di chi protesta per lavorare, non di gente che protesta per avere il sussidio. Sono persone che dicono 'fateci lavorarè».

Ultimo aggiornamento: 16:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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