Lodi, marocchino rianimato dai poliziotti durante l'arresto, ottiene i domiciliari e fugge. Condannato da latitante

Lunedì 10 Febbraio 2020
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Rianimato dai poliziotti durante l'arresto, ottiene i domiciliari e fugge. Condannato da latitante
Era stato protagonista di un inseguimento da film. Dopo l'arresto era riuscito a fuggire di nuovo e ora è stato condannato da latitante. Il 26 ottobre scorso un marocchino di 30 anni, per mezz'ora, in macchina, aveva cercato di seminare una volante della polizia, dopo averne travolta un'altra nella folle corsa tra Crema e Lodi. La sua auto si era fermata all'improvviso mentre percorreva contromano il ponte sull'Adda. Ma lui non si era arreso: era fuggito a piedi e si era buttato nel fiume finendo sott'acqua. Era stato rianimato da un poliziotto che lo aveva raggiunto a nuoto, riportandolo a riva in arresto cardiaco.



Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, omissione di soccorso e guida sotto l'effetto di stupefacenti, aveva ottenuto gli arresti domiciliari, aveva ottenuto i domiciliari. Ma dopo pochi giorni era diventato irreperibile ed è tuttora latitante. Oggi per lui è arrivata la condanna: 20 mesi di reclusione con rito abbreviato.
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