Listeria, un'azienda su 3 è irregolare. Chiuse 23 attività, sanzioni fino a 6 mila euro

Sequestrate 14 tonnellate di cibi. Il 30% delle aziende italiane è irregolare. A Lecce chiusa azienda di produzione insaccati, gravi le carenze igienico sanitarie

Nas controlli Listeria
di Giulia Soligon
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Mercoledì 2 Novembre 2022, 15:28 - Ultimo aggiornamento: 16:24

Muffe alle pareti, formaggi di dubbia provenienza e carne mal conservata. In Italia è di nuovo allarme Listeria. La preoccupazione era affiorata già a settembre, quando erano stati ritirati dal commercio alcune confezioni di porchetta Ariccia, tramezzini al salmone e wurstel a base di carni avicole. Poi era stata la volta del lotto di gorgonzola del marchio Pascoli italiani e del prosciutto cotto Sapor di Cascina, sui quali era stata riscontrata una possibile presenza di Listeria Monocytogenes. Dopo l'ordine del Ministero della Salute più di mille aziende finiscono nel mirino dei controlli del Nas. Ad abbassare definitivamente le serrande sono 23 imprese produttive e commerciali, nelle quali sono state riscontrate forti carenze in materia di sicurezza e igiene. Sequestrate in tutto 14 tonnellate di alimenti irregolari per un valore di 327 mila euro.

Casi di listeriosi, il 30% delle aziende italiane è irregolare

Sono stati diversi gli episodi di intossicazione da tale batterio nelle ultime settimane che hanno portato il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, di concerto con il ministero della Salute, ad avviare una campagna di controlli in tutta Italia. Ispezionate 1095 aziende che operano nel settore della lavorazione e trasformazione degli alimenti più esposti alla contaminazione da Listeria, di queste 335 hanno presentato irregolarità nella conservazione dei cibi. Tra le criticità più diffuse è stato rilevato l'utilizzo di materie prime scadute e la mancata applicazione delle procedure preventive di autocontontrollo e tracciabilità degli alimenti, elementi fondamentali per individuare eventuali casi di intossicazione causati dal consumo di alimenti nocivi o pericolosi. A riaccendere l'attenzione sulla sicurezza alimentare era stato soprattutto il doppio caso che aveva coinvolto l'azienda Pascoli italiani, dalla quale a ottobre erano stati ritirati un lotto di Fontina Dop a rischio Escherichia coli (altro batterio patogeno frequente negli alimenti, produttore di shiga tossina) e uno di Gorgonzola Dolce per la possibile presenza di Listeria.

A rischio contaminazione sarebbero infatti prodotti freschi come formaggi, salumi, carne lavorata o pesce affumicato, nei quali il batterio si insidierebbe nella fase di confezionamento resistendo alle basse temperature utilizzate per la conservazione degli alimenti. In Italia negli ultimi due anni sono almeno quattro le vittime di Listeria. Tanti i lotti ritirati finora, tuttavia, come già dichiarava all'ANSA Pier Sandro Cocconcelli, professore di Microbiologia degli alimenti all'Università Cattolica, questi «non sono indice del fatto che il problema è in aumento ma del fatto che c'è molta attenzione da parte dei produttori, rispetto ad anni fa. C'è un sistema di controllo nazionale ed europeo molto trasparente che serve per anticipare i rischi».

Lecce, sospesa attività di produzione di insaccati per gravi condizioni igieniche

Ultimo è il caso di Lecce, dove i carabinieri del Nas hanno sospeso l'attività di una ditta che produce insaccati e carni stagionate salate a causa delle gravi carenze igienico sanitarie riscontrate. Nell'ambito dei controlli svolti sono stati otto i casi segnalati all'Autorità sanitaria e amministrativa, ai quali sono state contestate 9 sanzioni per un valore di 6 mila euro.

Ispezioni Nas, da Palermo a Modena sanzioni in caseifici e macellerie

Scoperti dai Nas di Palermo due laboratori di analisi privati, che producevano falsi referti attestanti parametri analitici e microbiologici non veritieri, basati su analisi mai eseguite sugli alimenti. Nel corso di tali ispezioni sono stati disposti il fermo preventivo di 945 kg di prodotti caseari e la sospensione dell'attività di un'azienda dopo che un campione di formaggio fresco è risultato contenere valori elevati di Listeria. La campagna di controlli si è spostata anche in Emilia Romagna, dove in un'industria di salumi della provincia di Modena sono stati sequestrati 7.000 kg di tranci di carne suina e bovina e semilavorati, invasi da ghiaccio e brina gelificata a causa del malfunzionamento del sistema di refrigerazione: c'erano anche muffe sulle pareti dei locali destinati allo scarico merci, che avrebbero potuto contaminare gli alimenti. A Bari in un'industria di lavorazione carni sono stati sequestrati 1.800 kg di prodotti privi di etichettatura e di indicazioni utili a garantirne la tracciabilità. Sequestri anche a Salerno e Catania stavolta di 3700 kg di prodotti lattiero-caseari, che stavano per essere commercializzati e che erano sprovvisti della documentazione sulla rintracciabilità. Nella provincia di Savona è stato chiuso un laboratorio di preparazione gastronomica, che non aveva l'autorizzazione sanitaria e presentava gravi carenze anche sul piano dell'igiene. Per precarie condizioni igieniche ma anche per la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo, imposte dalla normativa, sono stati sequestrati a Ragusa 529 kg salumi già confezionati, alcuni sprovvisti di elementi utili alla tracciabilità, altri scaduti. Infine nella provincia di Napoli è stato chiuso un impianto di sezionamento e commercio all'ingrosso di carni avicole sprovvisto del «Bollo CE» e di riconoscimento produttivo.

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