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Leonardo Del Vecchio, i funerali oggi alle 11.30. Operai, imprenditori e concittadini in fila per l'ultimo saluto: «Grazie presidente»

La cerimonia dell'imprenditore morto a 87 anni sembra un funerale di Stato. “Grazie Presidente”, c’è scritto su uno striscione.

Leonardo Del Vecchio, i funerali oggi alle 11.30. Operai, imprenditori e concittadini in fila per l'ultimo saluto: «Grazie presidente»
di Mario Ajello
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 09:46 - Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 12:30

Due ore prima dall’inizio delle esequie, il PalaLuxottica su Agordo, in mezzo alle Dolomiti e di fronte alla fabbrica blu (e alla villetta dove Leonardo Del Vecchio ha abitato per 40 anni), è già quasi pieno. Alla sinistra della bara del grande imprenditore multinazionale, ma con il cuore che ha sempre battuto in questi pezzi di Nord Est periferico ma diventato globale, centinaia di manager del gruppo leader assoluto dell’industria degli occhiali. Hanno tutti la mascherina nera, sia loro sia gli altri presenti: operai in maglietta blu aziendale, finanzieri incravattati, imprenditori italiani e stranieri, chi è arrivato in elicottero e chi, tanta gente comune, in autobus. Cordoglio e interclassismo: questa la cifra di questa cerimonia che sembra un funerale di Stato è un ultimo saluto pop a un grande italiano. “Grazie Presidente”, c’è scritto su uno striscione. Semplice, sobrio, ma potente, proprio come era Del Vecchio, il piccolo orfano diventato top player.  In fila per entrare al PalaLuxottica, ai sentono voci così: “È come se fosse morto mio padre”. Le esequie di Del Vecchio che stanno per cominciare già raccontano che cosa è stato quest uomo nella storia nazionale e in questa terra da cui è partito per conquistare il mondo con la forza delle sue creazioni. Un funerale molto partecipato che descrive, senza retorica,  il modello aziendale e di vita di Del Vecchio: semplicità, efficienza e pace. 

Del Vecchio, l'ultimo saluto: tutti in fila nella camera ardente. L'omaggio dei dipendenti

La famiglia

Ecco nelle prime file oltre alla moglie Nicoletta  e ai figli, i suoi fedelissimi: Francesco Milleri, ad e nuovo presidente del gruppo multinazionale, e Romolo Bardini, che si è occupato e continua a farlo delle partite finanziarie più importanti, da Mediobanca a Generali. E c’è un universo ampio e minuto, uno spaccato d’Italia sana,  che si raccoglie  intorno alla vescovo di Belluno, Renato Marangoni, che sta per cominciare la cerimonia. Ecco con la sua fascia tricolore il sindaco, Roberto Chissalè: “Con le miniere chiuse, alla metà del secolo scorso, fu grazie a Del Vecchio che si tornò a lavorare”. Lui che, milanese di famiglia d’origine pugliese, un’infanzia trascorso all’orfanatrofio Martinitt, arrivo qui 60 anni fa a cavallo di una Lambretta perché aveva saputo che il Comune donava terreni a chiunque avesse deciso di aprire una propria attività in mezzo a questi boschi. Invochi ancora sono qui ma il grande simbolo di queste valli e di una certa idea di Italia e di Italia nel mondo non c’è più. Dopo 87 anni vissuti al massimo.

 

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