Lele Bianco, morto a 29 anni nel Salento dopo una Tac. La mamma: «Vogliamo la verità»

Lele Bianco, morto a 29 anni nel Salento dopo una Tac. La mamma: «Vogliamo la verità»
di Cinzia Ferilli
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Domenica 1 Agosto 2021, 07:53 - Ultimo aggiornamento: 07:54

Aveva 29 anni, uno spirito allegro e combattivo e tanta voglia di vivere. La sua patologia, una distrofia muscolare, aveva minato la sua esistenza, ma lui la affrontava sempre con il sorriso, circondato dall'affetto di parenti e amici che gli volevano un bene infinito. La vita di Lele Bianco, però, si è interrotta bruscamente in una giornata di metà giugno, senza un vero perché. Il giovane di Matino è deceduto nell’ospedale di Casarano, le sue condizioni sono precipitate rapidamente e per lui non c’è stato nulla da fare. Ora, però, i parenti vogliono vederci chiaro.

Le richieste della famiglia

La madre, Grazia, vuole sapere cosa sia accaduto veramente al suo amato figlio. Per questo, tramite il suo avvocato, ha presentato una denuncia alla Procura di Lecce. «Lele stava bene fino al giorno prima, poi la mattina quando si è svegliato ha lamentato un serio malessere - racconta, con la voce spezzata dal dolore -. Abbiamo subito chiamato un medico che gli ha riscontrato un’insufficienza respiratoria. Poi da lì è cominciato l'incubo».

Il ragazzo è stato trasportato all'ospedale di Gallipoli, dove viene sottoposto ad una serie di accertamenti utili a comprendere il suo stato di salute, tra cui il consueto tampone anti- covid. Poi però serve anche una tac e il 29enne viene trasferito all’ospedale di Casarano, perché il macchinario non è disponibile.

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«Non riusciamo a capire perché abbiano deciso di portarlo in un ospedale dove non c’è neanche una Rianimazione a disposizione per eventuali emergenze. Noi abbiamo seguito tutto a distanza, perché a causa dell'emergenza Covid l’ingresso ai parenti non era consentito, quindi venivamo aggiornati dal personale sanitario».

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Prima che venisse trasferito all'altro nosocomio i medici rassicurano la famiglia di Lele, le sue condizioni non sono preoccupanti. In poche ore, però, tutto cambia. «Abbiamo ricevuto una chiamata, ci hanno detto di correre in ospedale perché nostro figlio si era aggravato». Poi la tragica notizia, quella che un genitore non vorrebbe mai ricevere: Lele non c’è più. «Vogliamo capire cosa sia successo durante la tac, che era stata effettuata di certo, perché noi siamo riusciti a recuperare il referto» aggiunge mamma Grazia, che ora, dopo tanto dolore, vuole solo delle risposte. «Abbiamo il diritto di sapere come sia morto nostro figlio e se qualcuno abbia delle responsabilità. Anche perché non vogliamo che quanto accaduto a nostro figlio possa succedere ad altri giovani».

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