Laura Ziliani morta, ipotesi choc: l'ex vigilessa uccisa in casa e portata in montagna

Laura Ziliani morta, ipotesi choc: uccisa in casa e portata in montagna
di Michela Allegri
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Sabato 14 Agosto 2021, 06:14 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 11:16

Uno dei sospetti è che non sia mai uscita di casa, e che il suo corpo sia stato spostato dopo la morte e portato in montagna. Per il decesso di Laura Ziliani, l'ex vigilessa 55enne che aveva lasciato Temù, un comune italiano di 1.120 abitanti della Val Camonica, per andare a vivere in città dopo la morte nel 2012 del marito travolto da una slavina, l'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti è quella di un omicidio con movente economico. In particolare gli inquirenti stanno facendo accertamenti sul patrimonio immobiliare - una decina di appartamenti e case - accumulato dalla vittima nel corso degli anni e sul progetto di un bed and breakfast che le figlie volevano realizzare nella casa di famiglia, ma sul quale la Ziliani aveva qualche remora. Le due figlie della donna e il compagno della maggiore sono indagati per concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere.

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«Mi vengono i brividi a pensare che siano coinvolte. Le ho viste crescere», commenta un commerciante del paese dell'Alta Val Camonica, nel Bresciano, dove è stato ritrovato il cadavere. La Ziliani, svanita nel nulla l'8 marzo, tornava a Temù ogni fine settimana per dedicarsi alla grande passione della montagna. «È stata uccisa e sepolta», continua a ripetere il sindaco Giuseppe Pasina, che non ha mai creduto all'ipotesi dell'incidente.

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LE IPOTESI
Scartate tutte le altre piste - dal sacrificio a sfondo satanico alla violenza sessuale -, l'unica spiegazione plausibile per gli inquirenti è l'omicidio per denaro. L'autopsia e la tac hanno escluso la presenza di fratture compatibili con la caduta accidentale da un burrone. Il cadavere non aveva acqua nei polmoni, e quindi anche la tesi dell'annegamento non è percorribile. Il corpo senza vita è stato ritrovato l'8 agosto in un torrente nei pressi di Temù. La donna, che non aveva capelli - l'autopsia ha stabilito che si è trattato di una caduta post mortem -, è stata riconosciuta grazie a una cisti sotto al piede e ad un paio di orecchini ai lobi. Per capire la causa del decesso occorreranno altre analisi, tra cui quelle tossicologiche e anche quelle degli organi interni per valutare la possibilità di un avvelenamento.

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I DUBBI
Chi conosceva Laura pensa che la donna non sia mai uscita di casa per una passeggiata, come raccontato dalla figlia maggiore nella denuncia di scomparsa. Un'ipotesi sulla quale sono al lavoro gli inquirenti. «Laura conosce bene queste montagne, così come i pericoli. Non sarebbe mai andata via di casa senza telefono e senza accendere il gps» spiega un'amica dell'ex vigilessa, poi impiegata negli uffici comunali di Roncadelle. «La sua grande preoccupazione - aggiunge - era la figlia mezzana che ha un po' di problemi e che seguiva sempre». Madre e figlia si erano viste l'ultima volta il 7 maggio, Laura era partita dalla sua abitazione nel quartiere Pendolina in città. Si sarebbero riviste il giorno dopo o al massimo in occasione della festa della mamma: la vittima aveva organizzato una gita in montagna con le figlie. Un'escursione che non è per mai avvenuta.

 

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