Milano, cosche dietro appalti Lidl, pm chiedono condanne fino a 15 anni

Lunedì 8 Ottobre 2018
Condanne che vanno dai tre anni ai quindici anni e otto mesi di carcere sono state chieste oggi ai giudici della settima sezione penale del Tribunale di Milano dal pm Paolo Storari nell'ambito del processo per otto  imputati  su presunte infiltrazioni della cosca catanese dei Laudani negli appalti della Lidl in Italia e della Securpolice, il consorzio di società ora commissariato che si occupa di vigilanza anche per il Tribunale di Milano.
Il pm che ha messo in luce di nuovo i concetti «borghesia mafiosa» e di «capitale sociale della criminalità organizzata» al termine della sua requisitoria, in cui ha pure evidenziato la genuinità e le veridicità di una serie di intercettazioni messe in dubbio dalle difese e ha chiesto per Alessandro e Nicola Fazio, i due fratelli ex titolari del gruppo specializzato in sicurezza, 10 anni e tre anni di libertà vigilata e 8 mesi e 4 anni di reclusione. Per Luigi Alecci, Emanuele Micelotta e Giacomo Politi, ritenuti, come i fratelli Fazio, i «promotori» dell'organizzazione, ha chiesto rispettivamente 15 anni e 8 mesi e l'assegnazione a una colonia agricola per 3 anni, 6 anni e 4 mesi e 6 anni e 2 mesi. E ancora 10 anni e la libertà vigilata per 3 anni nei confronti di Salvatore Di Mauro ritenuto esponente della famiglia mafiosa, 5 anni per Alfonso Parlagreco e 3 anni per Simone Suriano, ex dipendente della catena di supermercati tedesca. Il Comune di Milano, parte civile nei confronti di tutti eccetto Suriano, tramite l'avvocato Mariella Sala, per danno patrimoniale ma soprattutto di immagine ha chiesto 200 mila euro di risarcimento. Le accuse a vario titolo sono associazione per delinquere, emissione di fatture inesistenti, reati fiscali, corruzione e traffico di influenze anche a scopo di favorire la cosca. Il prossimo 9 ottobre la parola passa alle difese. La sentenza è prevista per novembre.
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