Pool di medici analizza lo stato del lago di Vico, degrado e inquinamento per i fertilizzanti

Giovedì 25 Ottobre 2018 di Franca Giansoldati
Roma – Il lago di Vico è a rischio per il livello di degrado e per l’inquinamento delle acque. Tutta colpa dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci nelle vaste aree coltivate a noccioleti in prossimità del lago. In questi giorni un gruppo di ricercatori che fanno parte dell’Associazione medici per l’ambiente-Isde (International society of doctors for the environment), hanno riassunto in uno studio lo stato del lago, mettendo in evidenza che occorre fare presto per proteggere questo delicato ecosistema. Copia di questo studio è stato inviato al Prefetto di Viterbo. La dottoressa Antonella Litta spiega che «è da lungo tempo che i medici sono testimoni delle drammatiche conseguenze che i danni ambientali provocano alla salute delle persone. Ogni giorno nella pratica medica si constata l'aumento delle malattie cronico-degenerative, infiammatorie e neoplastiche, sempre più correlato, come da evidenze scientifiche, all’inquinamento inteso come trasformazione molecolare della qualità dell’aria, dell’acqua e delle catene alimentari. Al tempo stesso c’è stato un incremento di malattie endocrino-metaboliche (obesità, diabete 2, tireopatie, disturbi della sfera riprodutiva), immunomediate, del neuro sviluppo e neurodegenerative».
 
Il team di medici - Gianni Ghirga, Mauro Mocci, Antonella Litta e Pasquale Milo - hanno illustrato alcune delle principali problematiche ambientali e sanitarie correlate a particolari situazioni territoriali nella Regione Lazio.
All’origine del degrado dell'ecosistema e del bacino idrico di Vico, «sono da porre in relazione alle intense fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens e delle altre specie di cianobatteri,  fioriture favorite verosimilmente dall’uso ultradecennale di fertilizzanti e fitofarmaci nelle vaste aree coltivate a noccioleti in prossimità del lag. A questo si aggiunge la possibile permanenza di scarichi fognari abusivi o non a norma sulle sponde e in prossimità del lago e la  possibile azione residua di inquinamento dovuta agli agenti contaminanti individuati nel sottosuolo del dismesso Magazzino Materiali di Difesa Nbc di Ronciglione, ubicato anch’esso in prossimità delle sponde del lago».
 
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