Juventus, l'inchiesta di Report: «Così piazzavamo i biglietti per i boss»

Juve, l'inchiesta di Report: i capiultrà facevano i bagarini per conto della 'ndrangheta
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Lunedì 22 Ottobre 2018, 22:45 - Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 16:00

Arresti, processi e condanne non hanno mai fermato il bagarinaggio dei biglietti per le partite della Juventus, che sono stati venduti a prezzi maggiorati anche in questa stagione. Questo è ciò che emerge dall'inchiesta di Report andata in onda lunedì sera su Rai 3 che si è concentrata sui  rapporti fra tifoseria organizzata, dirigenza bianconera e boss della 'ndrangheta.





I giornalisti di Report hanno anche intervistato un ex ultras bianconero, Bryan Herdocia detto 'Lo Squalo'. L'uomo ha ammesso che i Drughi, un gruppo ultras della Juve, hanno continuato a fare bagarinaggio fino alla fine della scorsa stagione. «Quando ho piazzato i biglietti nel 2015 fuori dal Bernabeu - ha aggiunto Herdocia - il tipo che me li dava era nervoso perché c'era un aereo in ritardo. Andò in tilt. "Tu non sai di chi sono questi biglietti, tu non sai a chi vanno. Se non arrivano in tempo e non pagano, qui finisce male"». 

Un copione, questo, che si ripeteva sia in occasione delle partite in casa che nelle trasferte della Juve: ullo schermo è comparsa una chat da cui si ricava che per Tottenham-Juve del 3 marzo (ottavi di Champions) sono stati venduti «a 250 sterline biglietti che ne costavano 35». Secondo quanto rivelato dalla trasmissione, biglietti sono stati venduti per Juve-Lazio del 28 agosto e per Valencia-Juve del 18 settembre.

IL SUICIDIO DELL'EX ULTRAS 
Secondo quanto raccolto da Report, Raffaello Bucci, l'ex ultras della Juventus morto il 7 luglio 2016 dopo essere caduto da un viadotto a Fossano (Torino), si suicidò dopo essere stato malmenato per una questione di soldi legata al bagarinaggio dei biglietti. Secondo quanto è stato detto, i suoi interlocutori potrebbero avergli minacciato il figlio. Sulla morte di Bucci (che nel 2015 aveva cominciato a collaborare con la Juventus come supporter liason officier) la procura di Cuneo ha da tempo in corso un'inchiesta. Durante la puntata sono stati mostrate delle ricevute «tutte vincenti» di giocate al lotto (in un tabaccaio di Cuneo) e di Gratta e Vinci. In un giorno risulta che il possessore abbia vinto 2.111 euro, e 200 mila euro in quattro anni. L'autore del servizio ha spiegato che potrebbe trattarsi dell'applicazione di un «sistema brevettato dalla 'ndrangheta» per «lavare i soldi». Placido Barresi, boss della 'ndrangheta a Torino, già condannato all'ergastolo, ha riferito al giornalista che nella questione del bagarinaggio «mica entrano solo i Dominello, entra tutta la Calabria unita». È lui a ipotizzare che da Bucci «volevano i soldi indietro». Se è così, è possibile che l'ex ultras sia stato percosso da gente che poi hanno minacciato suo figlio. La stessa conclusione si ricava dalla telefonata (fatta ascoltare nel corso del programma) di Alessandro D'Angelo, capo della security, al calciatore Bonucci, di cui sono state mostrate delle chat con un tifoso: «ieri mattina era andato a Palazzo di Giustizia (per essere interrogato dai pm - ndr). Ne è uscito sconvolto. Ha avuto paura. Perdonatemi, diceva. Ma non aveva paura di noi».

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