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Italia campione, pericolo contagi. Gli esperti: «Entro fine mese potrebbero triplicare»

I festeggiamenti nella piazzetta di Capri
di Francesco Padoa
8 Minuti di Lettura
Lunedì 12 Luglio 2021, 15:15

Italia in festa per la Nazionale uguale pericolo contagi in aumento. Altro che assembramenti, quelli che si sono visti in queste ultime settimane e soprattutto ieri notte. L'allarme più preoccupato arriva dall'Oms. «Dovrei divertirmi a guardare il contagio avvenire davanti ai miei occhi? La pandemia #COVID19 non si prende una pausa stasera… #SARSCoV2 #DeltaVariant approfitterà di persone non vaccinate, in ambienti affollati, senza mascherine, che urlano/gridano/cantano. Devastante». Questo il tweet di Maria van Kerkhove, responsabile tecnico dell'Organizzazione mondiale della Sanità per la crisi Covid-19, guardando in diretta tv le immagini dei tifosi italiani e inglesi in occasione della finale degli Europei.

Rilancia l'allarme il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, pronosticando contagi almeno triplicati per fine luglio. «Sono felicissimo per l'obiettivo raggiunto ma preoccupato. È bellissimo vedere le piazze piene ma è chiaro che un numero crescente di contagi si osserverà, come è avvenuto in altri paesi europei. Abbiamo un vantaggio legato alle temperature e all'estate ma è inevitabile che una risalita dei contagi ci sarà». La variante Delta, ha aggiunto, «si diffonderà di più rispetto all'atteso, se si pensava che a fine agosto si sarebbe sostituita, in Italia, a quella inglese, io credo che questo avverrà molto prima. Temo 3 o 4 volte i contagi che vediamo ora, entro la fine del mese. Sicuramente una recrudescenza dei casi ci sarà e d'altronde non sta accadendo solo in Italia. Per questo dobbiamo correre con la vaccinazione». E il ministro Speranza cosa pensa? «Io chiedo sempre la massima attenzione, ci sono delle norme chiare, queste norme vanno rispettate, la mascherina è obbligatoria al chiuso, all'aperto quando ci sono rischi di assembramenti e di non poter mantenere la distanza, la mascherina va mantenuta. Io chiedo a tutti di fare ogni sforzo per rispettare questa impostazione».

Più nello specifico entra Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. «La vittoria degli Europei è un evento fantastico ma è certo che quello che si è visto nelle piazze con i festeggiamenti è l'apoteosi della trasmissione del virus. La cosa migliore per aumentare la sua trasmissibilità. C'è' una realtà epidemiologica con cui dobbiamo fare i conti - ricorda Andreoni - L'aumento dei contagi e i rischi della variante Delta sono sotto gli occhi di tutto. Ci sono focolai anche in Italia e tutto lascia intendere che questa variante stia diventando dominate con grande velocità. È chiaro che qualcosa la pagheremo inevitabilmente in termini di contagi, ogni volta che ci sono assembramenti, e una condizione non controllata, qualcosa emerge. Speriamo che eventi e cluster legati alle partite degli Europei siano modesti». 

«Certo vedere la gente tutta ammassata, a cantare e gridare senza mascherina non fa ben sperare: è il massimo che si può fare per trasmettere il virus», ribadisce Andreoni. «Comprendo la grande gioia e capisco che la gente non ne possa più, come tutti noi, ma c'è un'epidemia che ha causato, e causa, tante morti in Italia e nel mondo, non possiamo dimenticarlo. Non è solo una questione di aumento di contagi tra qualche settimana, e non si può nemmeno dare solo la colpa al calcio, vediamo assembramenti senza mascherina tutte le sere. Ma c'è un problema più grande: noi oggi ci dobbiamo preparare per l'autunno, stiamo facendo una grande battaglia e il rischio è vanificarla. Non voglio drammatizzare, ma dobbiamo considerare che con atteggiamenti spericolati mettiamo in pericolo la vita altre persone. Dire che all'aperto si può stare senza mascherina è giusto, ma lo si può fare in assenza di rischio: un conto è se cammino per strada da solo, un conto è se sto in mezzo alla gente. Quando si parla alle persone in termini generali bisogna stare attenti ai messaggi che si mandano e che vengano compresi». 

Già si parla di Regioni che potrebbero tornare in giallo o addirittura arancione. C'è il rischio boomerang, spiega Roberto Cauda, infettivologo del Policlinico Gemelli di Roma, commentando i festeggiamenti senza regole per la vittoria della Nazionale.«Molto difficile stabilire l'impatto dei festeggiamenti di ieri sull'epidemia di Covid-19. Ovviamente dove c'è assembramento il rischio c'è, e il rischio è maggiore laddove ci sono varianti più trasmissibili e non vengono messe in atto misure di prevenzione. In occasione della festa per lo scudetto dell'Inter non è successo nulla di drammatico - ricorda Cauda - così come nella precedente occasione a Napoli per la vittoria della Coppa Italia. È molto difficile fare dei pronostici. Se in questo caso ci sarà un impatto, ne vedremo gli effetti tra un paio di settimane». «È comprensibile e legittima - osserva l'esperto - l'esplosione di gioia di tutti per la vittoria dell'Italia. Però - ammonisce - queste situazioni andrebbero contenute, anche considerando che spesso chi fa festa, essendo giovane, non è stato ancora vaccinato. La speranza è che le aperture delle ultime settimane, motivate dalla situazione epidemiologica che è in netto miglioramento, non si traducano in un boomerang e trovassero motivi di accelerazione in quelle situazioni dove meno si contengono le persone come in queste esplosioni di gioia. Perché il rischio c'è».

Per qualcuno il rischio è già certezza. «Io temo che purtroppo si pagherà un prezzo per le manifestazioni dei tifosi che inevitabilmente hanno raggiunto l'apice con la vittoria degli Europei. Ci auguriamo possa essere un prezzo limitato a un possibile rialzo dei contagi Covid, e non dei ricoveri e dei morti. Mentre la variante Delta di Sars-CoV-2 corre, spero dunque che ci siano, per quanto possibile, ragionevolezza e buon senso». Rilancia il suo appello il virologo dell'università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco. «Sicuramente  i contatti diciamo "voluttuari" in questo momento non sono il massimo. Dobbiamo riuscire a preservare il lavoro fatto e i traguardi raggiunti», esorta il medico. «Purtroppo - avverte - è ovvio che ogni contatto interumano ha ancora adesso un rischio seppur basso di infezione. Lo stiamo vedendo dai focolai che si susseguono in contesti turistici fuori Italia, ma anche in Italia. Quindi prudenza e responsabilità».

E vaccinazioni, soprattutto. «La risalita dei contagi c'è, per ora non è clamorosa, ma del resto la variante Delta rimpiazzerà quella Alfa. Però non bisogna allarmarsi: stavolta abbiamo i vaccini e bisogna correre a immunizzarsi», spiegato l'epidemiologo Paolo Bonanni, medico di sanità pubblica e professore ordinario di Igiene all' Università di Firenze. «Abbiamo tutti visto le immagini dei festeggiamenti, degli assembramenti per le partite degli Europei di calcio nelle grandi città come Roma, Napoli, Milano: persone in gran parte senza mascherine: ecco, quello ha contribuito a diffondere i contagi in un momento in cui diventa dominante la variante Delta». Secondo l'epidemiologo «la curva salirà, l'estate non segna la fine di tutti i problemi, lo sappiamo, ma chi è doppiamente vaccinato non ha motivi per preoccuparsi». Poi c'è il caso degli over 60 che non si vaccinano. «Bisogna convincere quel 10-15% di fascia anagrafica a immunizzarsi - ha concluso - perché sono i primi a rischiare la vita con la variante Delta. Proprio questa dovrebbe essere un motivo per vaccinarsi».

La scelta del format degli Europei avrà possibili conseguenze sul piano dei contagi nelle prossime settimane. Non solo in Italia, e non solo per i festeggiamenti. Lo spiega il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory Univesity di Atlanta. In un post su Facebook lo scienziato analizza le possibili ragioni per cui, nonostante la dimostrata stagionalità dei coronavirus, le infezioni da Sars-CoV-2 stiano crescendo «in diversi Paesi Europei (ma non negli Usa o in Canada) in piena estate». Il possibile effetto-Europei è uno degli spunti di riflessione che propone. «Le riaperture europee di aprile/maggio sono state seguite da enormi assembramenti spesso legati al campionato europeo "itinerante" di calcio, con massicci trasferimenti di tifosi da un Paese all'altro, e stadi e piazze piene per partite e celebrazioni. Una domanda da porsi è quanto questo tipo di situazione anomala possa aver influito su questa ondata europea di casi: in tempi di Covid organizzare un Euro-2020 sparso tra tanti Paesi è stata una idea? Speriamo che futuri studi focalizzati possano rispondere a questa domanda».

«Io, se mi avessero invitato, non sarei andato, sarei stato molto tentato ma avrei rinunciato». Così il virologo Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all'ospedale di Pisa, sulla finale degli Europei di calcio. Ma sulla necessità di indossare la mascherina Menichetti è scettico. «Stando all'aperto è un pò difficile, ma se c'è una grande aggregazione - suggerisce - è sempre bene tenerla a portata di mano». Inevitabili anche gli abbracci «sennò - dice - se non si può esultare che ci vado a fare allo stadio? Però - conclude - come ho già detto, per una sola notte non è così grave».

Una diversa prospettiva la offre del pericolo la offre Massimo Di Giannantonio, presidente della Società italiana di psichiatria. «Con i festeggiamenti per la vittoria degli Azzurri agli Europei di calcio si sono poste condizioni di rischio rispetto ai possibili contagi Covid. Sulla base dell'entusiasmo certamente si è rischiato troppo. Oggi, però, sulla base della vittoria e della maggiore forza emotiva che ne deriva, occorre decuplicare gli sforzi e limitare i pericoli legati al virus con un maggiore impegno nell'applicare le misure di prevenzione, avendo una maggiore consapevolezza che siamo i responsabili del nostro futuro. Non bisogna più fare l'errore di trascurare la prevenzione. La gioia che gli italiani hanno provato è utile a migliorare, nonostante, gli errori fatti, perché potenzia la capacità di dare risposte costruttive. La squadra azzurra, con la sua unità e il suo spirito di squadra, può essere una metafora del popolo italiano».

 

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