Ischia, gli ultras del Napoli bloccati dall'anti-sciacallaggio: «Volevamo aiutare i nostri fratelli»

I gruppi bloccati prima di partire

Ischia, gli ultras del Napoli bloccati dall'anti-sciacallaggio: «Volevamo aiutare i nostri fratelli»
di Gennaro Arpaia
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Martedì 29 Novembre 2022, 09:25 - Ultimo aggiornamento: 11:27

L'idea era nata nelle scorse ore, le prime dopo la strage di Ischia dello scorso weekend. «Appuntamento a Pozzuoli muniti di stivali e pala per aiutare i nostri fratelli ischitani» recitava il volantino social fatto girare dai gruppi organizzati Fedayn e Sud 1996, gli ultras del Napoli hanno sentito forte il richiamo della propria terra in difficoltà e avevano chiamato a raccolta tutti per provare a dare una mano a chi da ore ormai spala via il fango alla ricerca degli ultimi dispersi e della normalità. 

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Un'iniziativa, però, bloccata immediatamente al mittente: i gruppi già pronti per la partenza di domattina verso Ischia - già a decine avevano risposto alla chiamata di questa mattina - sono stati fermati preventivamente dalle Autorità preposte che si stanno occupando in queste ore degli arrivi sull'Isola Verde. «Non vogliamo polemizzare, ma da cittadini e ultras ci sentiamo profondamente offesi da questo diniego illogico al nostro aiuto alla nostra terra» si legge da un secondo comunicato congiunto. Alle precedenti firme, infatti, si unisce anche quella degli Ultras Ischia 1922, gruppo che da anni segue le vicende dello storico club calcistico dell'isola.

Il motivo dietro il rifiuto? «Pericolo di sciacallaggio» denunciano gli ultras. Una motivazione lecita però arrivata dalle forze dell'ordine: nelle situazioni di grave pericolo come quella vissuta a Ischia negli ultimi giorni è previsto un servizio di anti-sciacallaggio per le zone colpite. È fatto divieto a chiunque - non autorizzato - di recarsi nella zona rossa l'epicentro del pericolo. I soggetti impegnati nelle operazioni di scavo devono ricevere il lasciapassare dalle Autorità, vista anche la situazione e le operazioni di emergenza vissute sul luogo degli incidenti, per non ingolfare la macchina degli aiuti ma anche e soprattutto per evitare che si sottopongano ulteriori soggetti ai pericoli del momento. Da qui lo stop all'iniziativa.

 

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