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Infermieri, aumenti sino a 170 euro nel nuovo contratto: definito il nodo arretrati, firma entro fine mese

Incarichi retribuiti fino a 20 mila euro: riparte la trattativa tra Aran e sindacati

Infermieri, nel contratto aumenti fino a 170 euro: Regioni sbloccano i fondi per il rinnovo
di Andrea Bassi
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 12:27

Contratto infermieri. L’ultimo tassello mancante adesso c’è. L’atto di indirizzo aggiuntivo delle Regioni, con le risorse necessarie a mandare avanti la contrattazione, è arrivato ieri sul tavolo dell’Aran. «A questo punto», spiega Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia che tratta per il governo al tavolo con i sindacati, «possiamo arrivare alla firma del contratto della Sanità entro la fine del mese». Oggi, intanto, la trattativa ripartirà. Sul tavolo ci sarà una nuova bozza di accordo che, per la prima volta, contiene anche i valori degli aumenti stipendiali previsti per tutto il comparto della Sanità, a partire dagli infermieri.

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Infermieri, così gli aumenti

Gli incrementi della retribuzione tabellare vanno dai 50,5 euro lordi mensili del gradino più basso del personale di supporto, fino ai 98,10 euro dei professionisti della salute e dei funzionari. In quest’ultima categoria sono inquadrati gli infermieri. Che oltre agli aumenti tabellari, riceveranno anche un’indennità di specificità infermieristica finanziata dall’ultima legge di bilancio e che, per i profili più elevati, aggiungerà altri 72 euro circa all’aumento tabellare, portando l’incremento mensile lordo a poco più di 170 euro al mese. In realtà nel nuovo contratto una ruolo importante lo giocheranno anche i nuovi incarichi di posizione e di funzione, che saranno retribuiti. I primi sono finalizzati ad assicurare lo svolgimento di funzioni organizzative e professionali caratterizzate da livelli di competenza e responsabilità professionale, amministrativa e gestionale con un grado di autonomia, conoscenze e abilità particolarmente elevate.

A fronte di questi incarichi verrebbe riconosciuta una indennità tra 10 mila e 20 mila euro annui. Poi ci sono gli incarichi di funzione, che sono graduati in base alla complessità della mansione svolta e che potrà essere di base, media o elevata. L’incarico di funzione professionale base, sarà retribuito con 930 euro l’anno. Quello “medio” andrà da 4.500 a 9.500 euro annui, mentre per gli incarichi di categoria “elevata” si andrà da 9.501 a 13.500 euro sempre lordi annui. Ma quale sarà il contenuto di questi incarichi? Per il personale del ruolo sanitario, ossia il personale infermieristico e delle altre professioni sanitarie, spiega la bozza di contratto, rappresenta punto di riferimento di alta qualificazione, finalizzato al consolidamento, sviluppo e diffusione di competenze sanitarie avanzate relative ai processi di cura, riabilitativi, diagnostici e di prevenzione, decisionali e valutativi.

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Infermieri, gli scatti orizzontali

Oltre agli incarichi, così come era stato previsto anche nel contratto delle Funzioni centrali, arrivano degli “scatti” orizzontali di stipendio. Degli aumenti legati in parte alla valutazione e in parte all’anzianità di servizio. Per i professionisti della salute, la categoria all’interno della quale ricadono buona parte degli infermieri, sono previsti nell’ambito della vita lavorativa al massimo sette scatti, ciascuno dei quali ha un valore annuo di mille euro. Dunque gli incrementi “orizzontali” di stipendio sono al massimo di 7 mila euro durante la vita lavorativa.

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Le altre voci di contratto

Il contratto, inoltre, disciplina una serie di voci accessorie. Come per esempio l’indennità di pronta disponibilità, che viene stabilita in 1,80 euro l’ora. O l’indennità per il turno notturno, indicata in 2,07 euro giornaliere. Ed ancora, l’indennità di lavoro festivo fissata in due euro l’ora. Oppure l’indennità per il rischio radiologico per chi opera a contatto con i macchinari, fissata in 103,29 euro al mese. 
Come per le Funzioni centrali, anche il contratto per la Sanità, una volta firmato, sarà diritto agli arretrati dell’ultimo triennio più i primi sei mesi del 2022. L’accordo, infatti, arriverà alla fine del periodo contrattuale che copre il triennio 2019-2021. Oltre alla Sanità, sul tavolo dell’Aran ci sono altri due contratti: quello degli Enti locali e quello della Scuola. Quest’ultimo è senz’altro il più importante, visto che copre circa un milione di dipendenti. Ma è anche quello al momento più indietro, essendo la contrattazione appena iniziata. E soprattutto partita non proprio sotto i migliori auspici, vista la protesta dei sindacati sfociata nello sciopero del 30 maggio scorso per protestare contro il decreto del governo sulla riforma del reclutamento degli insegnanti e per chiedere maggiori risorse per il rinnovo del contratto. 

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