Appalto mascherine da 1,25 miliardi, maxi-sequestro: 8 indagati in commessa a consorzi Cina

Appalto mascherine da 1,25 miliardi, maxi-sequestro: 8 indagati in commessa a consorzi Cina
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Mercoledì 17 Febbraio 2021, 13:24 - Ultimo aggiornamento: 14:52

Arriva il sequestro di 72 milioni di euro per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine. E se ne sta occupando in questo momento il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza. L’operazione è legata all’inchiesta sull'affidamento da 1,25 miliardi fatto dal Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri a tre consorzi cinesi. Tutto era avvenuto durante la prima ondata della pandemia da Covid-19.

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Si indaga sui rapporti con Arcuri

A coordinare l’inchiesta, il procuratore aggiunto Paolo Ielo. In tutto, le persone indagate sono 8: l'imprenditore Andrea Vincenzo Tommasi, a capo di una della società coinvolte nell'indagine, il giornalista, ora in aspettativa, Mario Benotti, Antonella Appulo, Daniela Guarnieri, Jorge Edisson Solis San Andrea, Daniele Guidi, Georges Fares Khozouzam e Dayanna Andreina Solis Cedeno. I legali di Benotti avevano chiesto al Gip di «acquisire le dichiarazioni del commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, e del responsabile unico dei procedimenti, Antonio Fabbrocini». L'obiettivo è quello di dimostrare «che in epoca di emergenza pandemica fu proprio il Commissario per l’emergenza Covid 19 a chiedere a Benotti di interessarsi, nella qualità di presidente del Consorzio Optel, di ricercare sul mercato una fornitura di mascherine che fosse in grado di fronteggiare il bisogno impellente di tali presidi sanitari in un momento drammatico per il Paese».

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Una telefonata tra Benotti e Guarnieri al centro delle indagini

La conversazione su cui si stanno concentrando le indagini dei magistrati avviene il 20 ottobre 2020, alle 8.15. Benotti confida a Daniela Guarnieri i suoi timori verso Arcuri, che si è sottratto all'interlocuzione. E ciò, secondo Benotti, potrebbe essere sintomatico di una notizia riservata, su qualcosa che "sta per arrivare addosso". In più emerge un altro dato, tra il giornalista in aspettativa e il Comissario Arcuri ci sarebbero stati 1280 contatti telefonici in cinque mesi.

Salvini: “Cambiamento e trasparenza”

Arriva puntuale anche il commento di Matteo Salvini, leader della Lega, sulla vicenda. «Cambiamento e trasparenza, questo chiedono gli italiani (e la Lega) dopo mesi di inefficienza e documenti nascosti o secretati». Le parole sono evidentemente rivolte al commissario Arcuri, già bersaglio delle critiche in passato. Nello specifico il 28 gennaio, quando Salvini diceva ai cronisti: “Stiamo preparando un esposto per la Procura, perché prima o dopo Arcuri risponderà di quello che ha fatto e non ha fatto”.

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Delmastro (Fdi): "Qualcuno lucrava sulla pelle degli italiani"

Commenta il sequestro anche  Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia. «Dopo decine di interrogazioni del sottoscritto proprio sull'appalto del commissario Arcuri per 1.2 miliardi di mascherine cinesi che ha fruttato provvigionì milionarie a uomini ben introdotti nella filiera del potere, finalmente la Procura della Repubblica ha disposto sequestri vari». Delmastro poi si domanda per quale motivo il Governo Conte bis non avesse rimosso Arcuri. Adombrando anche l'ipotesi che ci fosse una contiguità politicamente criminale: qualcuno lucrava sulla pelle degli italiani in piena pandemia e Conte e il suo Governo voltavano la testa dall'altra parte».

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