L'inchiesta di Bergamo sui morti per Covid, pronte altre 150 denunce

L'inchiesta di Bergamo sui morti per Covid, pronte altre 150 denunce
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MILANO Altre 150 denunce stanno per arrivare ai pm della Procura di Bergamo che indagano sulle morti per Covid nelle strutture per anziani, sulla mancata creazione della zona rossa in bassa Val Seriana e sul fatto che l’ospedale di Alzano sia stato chiuso e riaperto nel giro di poche ore dopo i primi casi accertati di contagio. Nella provincia italiana più colpita dall’epidemia, con oltre 10 mila morti, i parenti delle vittime chiedono giustizia: il comitato “Noi denunceremo”, che ha già consegnato ai magistrati circa 200 esposti, ne depositerà altri 150 il prossimo 15 ottobre e chiede un confronto televisivo con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
IL CONFRONTO

«Ci siamo stancati. A tutto c’è un limite. Vogliamo un faccia a faccia televisivo con Fontana», afferma Luca Fusco, il presidente del comitato. «Assistere da settimane a un presidente di regione che millanta successi nella gestione del coronavirus quando quasi il 50% dei decessi per Covid a livello nazionale è avvenuto proprio sul territorio da lui amministrato è inaccettabile - continua Fusco - Deve dirci in faccia, guardandoci negli occhi, che aveva fatto preventivamente stock di dispositivi di protezione individuale, che la Regione Lombardia è quella che durante l’emergenza ha effettuato il più alto numero di tamponi, che avevano un piano pandemico attuativo regionale aggiornato, che ha promosso e non rimosso Cajazzo dal ruolo di dirigente della sanità Lombarda per evitare imbarazzi, che chiudere Nembro e Alzano era competenza esclusiva del governo, che il sistema di sorveglianza epidemiologica lombardo ha funzionato alla perfezione. E anche che Matteo Salvini non ha offeso a più riprese la sensibilità dei cittadini da lui stesso amministrati con continue e riprovevoli esternazioni negazioniste. Mentre dice tutto questo ci deve guardare dritto negli occhi e ce lo deve pure dimostrare».
COPERTURA INSUFFICIENTE
Le relazioni e i documenti raccolti dal comitato mettono in evidenza l’inadeguatezza del Pirellone nella gestione del contagio. «Secondo un’indagine Anac sugli affidamenti in regime emergenziale di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento e al contenimento dell’epidemia da Covid-19, la spesa di Regione Lombardia per l’acquisizione di tamponi e reagenti è stata inferiore a quella di Veneto, Lazio, Campania, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna, decima regione per spesa sanitaria emergenziale pro-capite, dietro Campania e Toscana per volumi d’importo in mascherine acquisite così come quelli in relazione all’approvvigionamento di ventilatori e ossigenoterapia. Il tutto mentre era proprio la Lombardia a essere l’epicentro della pandemia», afferma l’avvocato Consuelo Locati, legale di “Noi denunceremo”. Che ribadisce: «Non vogliamo un’altra Ustica, riconoscano di avere sbagliato».

Domenica 4 Ottobre 2020, 19:08
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