Incendi in Calabria e Sicilia, morti due anziani nel Reggino e un 30enne a Paternò. Algeria, 65 vittime

Incendi Calabria, morto anziano: cercava di spegnere le fiamme. Algeria, 65 vittime
di Mauro Evangelisti
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Mercoledì 11 Agosto 2021, 16:00 - Ultimo aggiornamento: 19:33

Gli incendi che stanno assediando la Calabria non si fermano. Ed ora c'è un altro morto: un uomo di 77 anni, a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, ha perso la vita a causa delle ustioni mentre stava tentando di fermare le fiamme che nel suo casolare stavano distruggendo il ricovero per animali. Proprio la settimana scorsa in Calabria c'erano state altre due vittime a causa di un rogo: erano morti un uomo e una donna in un uliveto. Spiega il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà: «Stiamo perdendo la nostra storia, sta bruciando la nostra identità. Chilometri e chilometri di verde continuano a bruciare, sono minacciati anche i faggi secolari del Parco Nazionale dell'Aspromonte, patrimonio Unesco. Si teme anche per il Santuario di Polsi. Ieri abbiamo chiuso al traffico la Sp1 nel tratto dello Zomaro. Chiediamo a tutti i residenti di fare massima attenzione, di allontanarsi se possibile dalle zone colpite e di evitare di percorrere le strade interne adiacenti alle zone incendiate».

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Un morto a Cardeto

Un altra vittima a Cardeto. Un uomo di 79 anni, Nicola Fortugno, di cui non si avevano notizie da alcune ore, è stato trovato morto in provincia di Reggio Calabria. L'uomo, che si era recato nella sua proprietà ed era stato dato per disperso, è stato trovato privo di vita a causa delle ustioni provocate dall'incendio scoppiato nella zona. Altre quattro persone, tutte civili, sono rimaste ustionate per un incendio, a Vinco, frazione pedemontana di Reggio Calabria, e sono state portate nel pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Calabria.

Sicilia, morto agricoltore di 30 anni

Un agricoltore di 30 anni è morto a Paternò (Catania) schiacciato dal suo trattore nel tentativo di spegnere un incendio in un podere nell'area di Ponte Barca, interessata oggi da un vasto incendio come tre settimane fa. Stava trasportando una botte piena d'acqua sul suo trattore che all'altezza di una curva lungo la S.P.58, si è capovolto schiacciandolo e uccidendolo sul colpo.

Incendi, santurario isolato in Calabria

In Aspromonte il santuario di Polsi, nel comune di San Luca (Reggio Calabria), a causa dei roghi è «quasi isolato». Ha spiegato all'Ansa il rettore don Tonino Saraco. «La strada principale è bloccata dalle fiamme, si accede solo da due vie secondarie delle quali una è una mulattiera». Lunghe colonne di auto stanno tornando indietro, centinaia di pellegrini partiti ieri a piedi da Cinquefrondi (Reggio Calabria), stanno facendo la via del ritorno. La forestale ha bloccato la strada. 

In Sicilia, analoga emergenza:  un incendio  sta minacciando le abitazioni a Pergusa ( Enna). Il fuoco sta risalendo la montagna verso il sito archeologico di Cozzo matrice.

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Incendi, emergenza mondiale

Ma quella degli incendi è una emergenza ormai mondiale. In Algeria decine di roghi stanno distruggendo la vegetazione. Già 65 i morti, tra di loro 28 militari, dopo che il governo ha schierato anche l'esercito per tentare di domare l'avanzata degli incendi che stanno interessando vaste aree boschive. il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per commemorare le vittime. A Tizi Ouzou, il distretto più grande della regione della Cabilia, il bilancio peggiore: le case sono andata in fiamme e gli abitanti sono fuggiti. In un drammatico reportage l'inviato del quotidiano algerino Liberté racconta: «Gli incendi divampati lunedì nella cittadina di Ath Yenni intorno alle 14 hanno distrutto ogni cosa sul loro cammino, lasciando dietro di sé paesaggi di desolazione e villaggi in rovina e ancora fumanti». «Dopo diverse ore di eroica ma vana lotta contro gli incendi, i giovani di questo villaggio, uno dei più grandi della Cabilia, hanno finito per rassegnarsi. Da lì è stato necessario organizzare, in caso di emergenza, l'evacuazione di più di diecimila anime, racconta Madjid, ancora sotto choc. “Ho avvisato l'intero villaggio. I giovani hanno bussato a tutte le porte, chiedendo ai residenti di raccogliere ciò che si poteva salvare e di lasciare con urgenza la zona”. Il suo villaggio è avvolto da un denso fumo. L'aria è difficilmente respirabile. Case distrutte, automobili carbonizzate, vegetazione cinerea, bestiame decimato... Taourirt Mokrane sembra uscito da un brutto film dell'orrore».

 

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Allarme anche a Roma

Mentre Grecia e Turchia ancora combattono con gli incendi, anche in Tunisia c'è un allarme simile con 150 roghi. L'ondata di caldo che sta interessando il nord Africa e l'Europa rischia di peggiorare la situazione e anche l'Italia, dove il fuoco ha già colpito soprattutto in Sicilia, Calabria, Sardegna e Abruzzo c'è grande apprensione. Il prefetto di Roma Matteo Piantedosi ha scritto ai sindaci e ai commissari dei Comuni della Città Metropolitana di Roma richiamando l'attenzione «sull'esigenza di assicurare ogni utile iniziativa volta alla prevenzione del fenomeno e a salvaguardia della popolazione». Chiede ai sindaci di sensibilizzare «i Corpi di polizia locale affinché concorrano ad assicurare l'efficiente svolgimento delle attività di controllo valutando inoltre l'adozione di ogni ritenuta misura di prevenzione quale, a titolo di esempio, operazioni di pulizia delle scarpate e dei cigli delle reti viarie».

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