Ikea, dipendenti sostituivano etichette per fare sconti ai familiari: 10 licenziati

Mercoledì 13 Marzo 2019
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MILANO Dieci dipendenti dell’Ikea di Corsico, hinterland di Milano, tra cui un dirigente, sono stati licenziati per giusta causa. E altri 22 subiranno sanzioni disciplinari con la sospensione dal lavoro e dallo stipendio fino a dieci giorni. È la decisione dell’azienda alla luce di ciò che è accaduto nello store: hanno fatto uscire lampadari, piumoni, mobili e oggetti vari sostituendo l’etichetta del prezzo con altre relative a oggetti del costo di pochi euro, come bottiglie d’acqua o posate. Sulla vicenda è in corso anche un’inchiesta della Procura di Milano.

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FURTO E RICETTAZIONE
La tecnica, secondo quanto ricostruito, era semplice: l’etichetta di un elemento di arredo, per esempio uno sgabello, un lampadario o un materasso, veniva tolta dall’oggetto e sostituita con un altro codice a barre che apparteneva in origine a bicchieri venduti a pochi euro. Addirittura pochi centesimi, se si trovavano nei cesti dell’Angolo delle occasioni, lo spazio dedicato ai prodotti a basso prezzo perché datati o un po’ ammaccati. Quando l’oggetto era marchiato con il nuovo prezzo, bastava passarlo in cassa, meglio ancora se quelle self service, con l’aiuto di qualche commesso compiacente girato dall’altra parte. Il gruppo era ben organizzato: chi toglieva il prezzo, chi tagliava l’etichetta del prodotto in sconto e chi consegnava il nuovo oggetto super ribassato nel carrello dei familiari, che uscivano dall’Ikea pagando pochi euro per un ricco shopping. Con questo meccanismo i dipendenti coinvolti, i loro amici e i parenti si portavano a casa un bel lampadario da cinquanta di euro pagandolo con una banconota da cinque. Alcuni oggetti sono stati rivenduti anche su un sito internet. Per questo, alcuni dei dipendenti coinvolti devono rispondere di ricettazione oltre che di furto.

INDAGINE INTERNA
I lavoratori infedeli dell’Ikea di Corsico, che conta quasi 400 addetti tra magazzini, uffici e reparti, sono stati fermati direttamente nei corrodi del negozio. Pochi minuti per togliersi la divisa gialla, staccare il badge, svuotare l’armadietto. Poi un passaggio agli uffici per formalizzare il provvedimento di sospensione, con la lettura ad alta voce della missiva, la comunicazione dell’avvio del procedimento disciplinare per «comportamenti illeciti» e accompagnamento all’uscita. Adesso arrivano i provvedimenti definitivi: notificati nei giorni scorsi, sono giunti dopo un’indagine interna durante la quale i dipendenti, alcuni assistiti dai sindacati Filcams Cgil e Sgb, sono stati sentiti uno per uno dai responsabili delle risorse umane dell’azienda per rispondere a precise contestazioni.

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 13:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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