Green pass, test in farmacia: controlli dei carabinieri Nas sull'ultima truffa dei No Vax . Carta verde da guariti ma con tessera sanitaria di altri

Una truffa messa in piedi da No vax per ottenere un certificato verde rafforzato.

Green pass, test in farmacia: controlli dei carabinieri Nas su codici fiscali e carte d'identità
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Domenica 23 Gennaio 2022, 17:33 - Ultimo aggiornamento: 17:43

Quando si va in farmacia o in un centro che fa test per sottoporsi a un tampone rapido e quindi per verificare se abbiamo contratto il Covid-19, chi esegue quel test è tenuto a controllare sempre i documenti e quindi ad accertarsi che la persona che fa il tampone sia la stessa che compare nella tessera sanitaria e nella carta d'identità. C' è infatti chi, positivo al Covid, si sottopone a più test con più tessere sanitarie diverse per permettere il rilascio del Green pass a No vax, titolari di quelle tessere sanitarie di volta in volta diverse. In questo modo infatti si può risultare guariti e quindi ottenere un Green pass rafforzato. È illegale, scorretto e pericoloso perché si falsa un sistema di tracciamento che riguarda tutti i cittadini e che monitora l'andamento della pandemia.

«Sono in corso controlli dei Nas in tutto il nord Italia su farmacie e punti tamponi, che sono tenuti a controllare l'identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto». È quanto ha detto a Radio Rai il comandante del gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli. Sono 11 le squadre dei Nas impegnate, spiega Pignatelli, per verificare che l'identità delle persone tamponate venga accertata con tessera sanitaria ma anche con documento di identità.

«Abbiamo constatato - spiega il comandante - che a volte per questioni di rapidità non veniva riscontrata identità della persona, e questo si prestava ad abusi: c'era chi si presentava con la tessera sanitaria di altri. Tra gli abusi possibili quello di sottoporre a tampone persone positive con più tessere sanitarie in diverse farmacie, per far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati». Pignatelli spiega però che c'è stata la massima collaborazione da parte delle farmacie: «I punti tampone bloccati sono pochi, e non per ragioni dovute alla truffa dei falsi positivi».

Il servizio di controllo è stato deciso dopo l'aumento di casi di positivi che si sono presentati con il codice fiscale di amici e conoscenti no vax in modo da fare risultare anche loro positivi e successivamente guariti.

Anche in questo caso, così come accade da mesi in tema di manifestazione ed iniziative di piazza, i no vax hanno utilizzato le chat e in particolare Telegram per il «passaparola» nella pratica illecita.  Sul rischio della diffusione di questa pratica nella galassia dei no vax è intervenuto nei giorni scorsi il governatore della Liguria, Giovanni Toti. «Se queste persone usassero la testa non per questi imbrogli - ha affermato - ma per proteggersi dal Covid, forse la fine di questa pandemia sarebbe più vicina e tanti vaccinati positivi ma asintomatici non dovrebbero rimanere in casa per proteggere loro. Mi sono già confrontato con Federfarma sull'argomento e mi hanno assicurato che verranno controllati ancora con più attenzione i documenti», ha concluso Toti. I punti tampone e le farmacie in cui risultano queste irregolarità sono una cinquantina. 

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