LA RICORRENZA

Giovanni Falcone ucciso 32 anni fa, Mattarella: «La mafia è sempre in agguato, ma è destinata a finire». Messina Denaro, sequestro tesoro per 250 milioni

Sergio Mattarella manda un un messaggio nel 32° anniversario della strage di Capaci

Giovanni Falcone ucciso 32 anni fa, Mattarella: «La mafia è sempre in agguato, ma è destinata a finire»

Messina Denaro, sequestro tesoro per 250 milioni

«Finora sono stati sequestrati ben 250 milioni, tra aziende, titoli, immobili, contanti riferibili a Matteo Messina Denaro». Lo ha detto, a Palermo, intervenendo alle cerimonie per il 32esimo anniversario della strage di Capaci il comandante del Ros Vincenzo Molinese. «La mafia riesce a inquinare la società civile. La forza di Cosa nostra è al di fuori dell'organizzazione: riesce a penetrare tra professionisti, istituzioni è una sua peculiarità», ha aggiunto. «I grandi risultati nella lotta alla mafia creano disornietativamente nelle organizzazioni mafiose», ha spiegato.

La Russa: esempio che l'Italia non potrà mai dimenticare

«Il 23 maggio di 32 anni fa, l'Italia fu sconvolta dalla tragica notizia dell'attentato mafioso avvenuto nei pressi di Capaci e che provocò la morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e dei tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani».

Lo scrive sui social Ignazio La Russa, presidente del Senato, postando una foto del giudice Falcone. «Giovanni Falcone, insieme a Paolo Borsellino, a tanti altri magistrati e a donne e uomini delle Forze dell'ordine, rappresentano la dedizione e la professionalità di chi scelse con coraggio di stare dalla parte delle Istituzioni e di non abbassare la testa di fronte alle minacce della criminalità organizzata. Esempi per le future generazioni che l'Italia non potrà mai dimenticare», conclude.

Musumeci: i giovani si riconoscano nell'esempio di Falcone

«Dopo 32 anni, la memoria della tragica fine di Giovanni Falcone, della consorte Francesca e del personale di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro rimane ancora viva nella generazione - come la mia - che fu attonita testimone di quella strage. Dobbiamo impegnarci tutti affinché anche i giovani, pur col trascorrere del tempo, si riconoscano nell'esempio di coraggio e di tenacia con cui il magistrato siciliano volle condurre il suo impegno nella lotta alla mafia. E spesso lo fece nell'isolamento e nell' ostracismo voluto da colleghi e istituzioni dello Stato». Lo afferma il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

«Come sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire. L'impegno nel combatterla non viene mai meno. I tentativi di inquinamento della società civile, le intimidazioni nei confronti degli operatori economici, sono sempre in agguato. La Giornata della legalità che si celebra vuole essere il segno di una responsabilità comune». Lo dice il Capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio nel 32° anniversario della strage di Capaci.

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