L'appello delle case alloggio lombarde per persone con Aids/Hiv: «Aiutateci o rischiamo di chiudere»

La manifestazione delle Case Alloggio per persone con Aids/Hiv a Milano
di Caterina Carpanè
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Giovedì 1 Dicembre 2022, 09:15

Un appello per sopravvivere: ieri, alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids, i rappresentanti delle 23 case alloggio lombarde per persone con Hiv/Aids si sono radunate sotto Palazzo Lombardia per chiedere alla regione un contributo straordinario per fare fronte alle spese crescenti, dovute prima alla pandemia e ora alla crisi energetica. «Le rette sono state fissate nel lontano 2005, - spiega Paolo Meli, ex presidente del Cica (Coordinamento italiano delle Case Alloggio per persone con Hiv/Aids), tra i promotori dell’iniziativa. – Oggi sono inadeguate per garantire il servizio sia agli ospiti permanenti che ai partecipanti alle attività diurne». Le prime Case Alloggio sono sorte in Lombardia tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta per rispondere ai bisogni di quelle persone, spesso giovani, che si trovavano a combattere non solo contro la malattia o il virus, ma anche, a causa dello stigma che li accompagnava, a situazioni di profonda emarginazione sociale, unendo quindi assistenza sanitaria, accoglienza e supporto psicologico.

In Lombardia solo dal 2005 queste importanti strutture sono convenzionate con le singole Ats: «Non è sufficiente. È fondamentale che si arrivi all’accreditamento, necessario per avere accesso ai meccanismi di sostegno e ristoro, oltre che all’innalzamento delle rette, - fa sapere ancora Meli. – Sappiamo però che si tratta di un processo ancora lungo, per questo chiediamo un contributo straordinario per sopravvivere in questo periodo di grande incertezza economica e garantire accoglienza e assistenza ai nostri 250 ospiti». 

Cica e Crca (Coordinamento regionale delle Case Alloggio per persone con HIV/AIDS della Lombardia) avevano già posto la questione agli ex assessori al Welfare Giulio Gallera e Letizia Moratti, senza ottenere risultati. Nel frattempo da Palazzo Lombardia sono arrivate le prime risposte: il neoassessore Bertolaso ha comunicato la volontà di incontrare i rappresentanti il prossimo 15 dicembre ed è previsto l'innalzamento delle rette del 2,5%. «È un'elemosina offensiva, - commenta Giovanni Gaiera, presidente del Crca. - Non ci accontentiamo di così poco, avremmo bisogno di dieci volte tanto. Se non cambia qualcosa, in poco tempo saremo costretti a chiudere e dimettere i nostri ospiti».

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