Frana Casamicciola, soccorsi rallenati dal mare a forza 11. «La montagna si è sciolta»

Due case quasi rase al suolo dalla furia dell'acqua, tante altre danneggiate e un parcheggio invaso dal fango a piazza Maio

Frana Casamicciola, la testimone: «Io prigioniera in casa, è stato un incubo»
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Sabato 26 Novembre 2022, 12:23 - Ultimo aggiornamento: 20:15

Le pale imbracciate per ore sotto la pioggia, le macchine passate al setaccio fino alla riva del mare, le torce sempre accese dall'alba, il braccio meccanico dei caterpillar. Nel paradiso delle vacanze in queste ore si scava nel fango sfidando i temporali per trovare i dispersi della frana di Casamicciola. Come per l'alluvione del 2009, una gran massa di acqua di fango e detriti si è riversata verso il mare, travolgendo tutto quello che ha incontrato sul suo cammino e trovando il suo sbocco in piazzale Anna De Felice, quello intitolato alla ragazza che proprio in quella zona perse la vita travolta dal fango 13 anni fa. «La montagna si è sciolta», dice un soccorritore indicando un solco marcato che parte dalla cima del monte Epomeo, il più alto dell'isola, e scende verso Casamicciola tagliando il bosco nella parte centrale. «Per fortuna lì non c'era nessuno, altrimenti anche loro sarebbero stati travolti e portati fino al mare, come le auto e gli autobus», spiega.

Pali di ferro come ancore di salvezza

È tra le stradine più strette ed impervie che i soccorritori trovano difficoltà per raggiungere le abitazioni: in quel labirinto diventato un blocco di melma, nella zona di via Celario, un centinaio di persone, almeno una trentina di famiglie, hanno aspettato intrappolate in casa senza acqua e senza luce. La strada che porta ad alcune delle loro abitazioni, via Santa Barbara, ha aspettato di essere liberata dalle idrovore entrate in azione e dopo poco sono cominciati i primi recuperi. Alcuni sono stati trovati immersi nel pantano fino al busto, altri ricoperti di fango erano irriconoscibili e tra questi un uomo semisommerso dall'acqua, fino al dorso, è stato recuperato mentre si teneva vicino a un palo di ferro, usato come ancora di salvezza.

Il mare a forza 11 rallenta i soccorsi

«La situazione meteo è difficile, ci sono difficoltà», ammettono i ministri Musumeci e Piantedosi mentre aspettano l'arrivo dei mezzi «sia via mare che per il sorvolo aereo». Alcuni edifici restano irraggiungibili e in tutto sono una decina quelli crollati e travolti dal fango. Altri, invece, sono rimasti isolati per diverse ore ma con la certezza di persone vive all'interno, come quelle bloccate nell'hotel Terme Manzi, senza corrente elettrica. I primi ad attrezzarsi con stivali e pale sono stati i volontari isolani, a loro si è aggiunta la Protezione civile regionale e una settantina di uomini dei vigili del fuoco con una ventina di mezzi sbarcati nel porto non senza difficoltà: il mare forza 11 ha rallentato gli arrivi da Napoli e Pozzuoli. Anche per questo dopo poco il ministro della Difesa Crosetto ha annunciato il supporto delle forze armate: sono partiti elicotteri dell'Aeronautica militare e persino la nave San Giorgio della Marina naviga dallo Ionio per avvicinarsi alle isole Flegree. «Se servisse è pronta ad accogliere le persone o i feriti», assicura Crosetto. Nelle prossime ore la Forestale invierà droni e altri sistemi ma come sempre in questi casi ciò che serve è il tempo. Di mezzo c'è un'intera notte e le torce, usate nella penombra di una giornata drammatica, resteranno accese ancora per ore. Si teme per giorni.

La testimonianza di Lisa

«Verso mezzanotte ha iniziato a piovere fortissimo. Dalle tre abbiamo iniziato a sentire dei boati. È venuta giù la prima frana, poi un'altra verso le 5. Una cosa impressionante, forse peggio dell'alluvione del 2009 e tremendo quanto il terremoto del 2017». È la  testimonianza di Lisa Mocciaro, illustratrice di libri per bambini, ora prigioniera in casa al terzo piano dell'abitazione di Casamicciola.

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Il racconto della testimone

Il primo piano dello stabile è stato invaso dal fango, racconta la donna all'Ansa. Gli altri abitanti del palazzo hanno trovato riparo nella sua casa: i vigili del fuoco hanno consigliato di non muoversi per evitare problemi qualora la pioggia continuasse a scendere.

 

Frana Casamicciola, incubo a piazza Maio

Due case quasi rase al suolo dalla furia dell'acqua, tante altre danneggiate e un parcheggio invaso dal fango. È questo lo scenario di piazza Maio a Casamicciola dove si sono registrati i maggiori danni provocati dalla caduta di lava da un pendio di monte Epomeo. La ricerca dei dispersi è andata avanti con molto cautela. In prossimità delle case i soccorritori hanno scavato con le pale evitando l'impiego di mezzi meccanici. «La furia è stata incontenibile - dice un residente di via Monte della Misericordia - l'acqua ha toccato il metro». Una tragedia quella di oggi che richiama alla mente quella avvenuta nel 2006 ed il terremoto del 2017: «Cosa volete- dice un'anziana donna - la terra per noi non è madre ma matrigna »

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